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MOUSSE DI TONNO E ROBIOLA ALLA MAGGIORANA {& UNA MAMMA APPRENSIVA}.

Stamattina la mia sveglia è stata Christian - rideva come un matto, erano le 6:30 circa e dalla sua camera provenivano strani rumori. In pratica ha avuto la brillante idea appena svegliatosi di sbarrare la porta della cameretta con una sedia ficcata sotto la maniglia affinché nessuno potesse entrare (forse con questa storia di farlo appassionare al cinema gliene ho propinato un po' troppo e Lui ha preso spunti alquanto poco costruttivi, un rovescio della medaglia non proprio esilarante...). E dunque, cameretta sbarrata e tutti i cesti dei giochi svuotati sul pavimento...e poi se la rideva di buon gusto, chissà cosa gli sarà passato per la testa, dall'alto dei suoi 5 anni avrà pensato che chiudendoci fuori avrebbe potuto smontare indisturbato tutta la camera, armadio compreso. Antonio ha dovuto inevitabilmente fare un po' di manovre strane per aprire la porta...la risposta al perché di quel risveglio sui generis è stata:
Volevo starmene un po' in santa pace a giocare, questa è la mia cameretta, Giada ha la sua, ed anch'io ho la mia...
Ha continuato poi a ridere...
A questo punto una madre easy si sarebbe fatta una risata insieme al figlio pensando che il tutto  potesse esser legato al fatto che sua sorella maggiore non gli consente di avvicinarsi agli oggetti che custodisce nella propria camera, ambiente al quale difficilmente gli concede accesso...Io però è da stamattina che faccio così tanti pensieri sul perché del gesto e della frase, cerco di analizzare le cause sospette, pur non avendone le competenze monto castelli in aria degni di nota e molto poco terapeutici: non vedo l'ora che torni dall'asilo per fargli l'interrogatorio del caso e cercare di capirci qualcosa in più.
La risposta di Antonio al mio enigma è stata che forse sono un "tantino" apprensiva, che è un bambino di 5 anni anni che a modo suo ha voluto far capire alla sorella che anche lui è padrone delle sue cose e della sua camera. "Stai serena" ha detto.
Io piuttosto dico: "Benedette subito tutte quelle Mamme dall'approccio mitteleuropeo!". 
Continuo inesorabilmente, nonostante i continui buoni propositi sull'essere una mamma flex q.b. ad avere débâcle allucinanti! Penso che alla prossima occasione chiameranno la neuro!.

Vi lascio alla ricetta, Io intanto continuo ad elaborare il caso!

MOUSSE DI TONNO, CAPRINO E ROBIOLA ALLA MAGGIORANA.
INGREDIENTI per 4 persone:
250 gr di Filetti di Tonno sott'olio (al netto dell'olio)
100 gr di Caprino
100 gr di Robiola
1 cucchiaino di Senape di Digione dolce
Pepe rosa (facoltativo)
Abbondante maggiorana (sfogliata ed accuratamente lavata ed asciugata)

Occorrente:
Mixer da cucina.
TEMPI DI PREPARAZIONE:
Tempo di lavorazione 10’
PREPARAZIONE:
Ponete tutti gli ingredienti nel mixer da cucina tenendo da parte qualche fogliolina di maggiorana per la decorazione finale.
Mixate il tutto sino ad ottenere una crema ben amalgamata.
Servite guarnendo con maggiorana fresca ed una macinata di pepe rosa fresca se gradite.

*Consiglio:
Accompagnate con crostoni di pane bruscati al Burro.

Al prossimo racconto commestibile - sicuramente di lunedì perché nonostante i buoni propositi sul postare tutti i giorni, almeno al sabato e alla domenica voglio dedicarmi esclusivamente alla famiglia ♡...tanto più che adesso ho il mistero di Christian da scandagliare!
A.

CREMA DOLCE AL FORMAGGIO, MIELE E ARANCIA {LA NON RICETTA}


Avete presente quel dato momento in cui Vi prende la smania di un dessert dopo cena e di mettervi a spignattare però non ne avete la benché minima intenzione? Ebbene, può capitare proprio a tutti di voler soddisfar il proprio gusto con un dessert espresso, ma succede anche che proprio in quel determinato caso non si abbia quasi nulla a disposizione per prepararsi l'agognato contentino...sebbene frugando nel cassetto del frigo, del formaggio spalmabile fa quasi sempre capolino, poco importa se giace lì da tempo immemorabile, l'importante è che non sia andato a male! D'altronde il formaggio spalmabile è un po' come la passata di pomodoro e il pacchetto di spaghetti: Non manca mai! E chissà perché, anche se non lo usi quotidianamente spalmato sul pane come nel ben noto spot pubblicitario, quando sei al supermercato, di default lo infili nel carrello - sembra quasi che una forza sovrannaturale spinga la Tua mano verso quella vaschetta, ci metteranno forse le calamite sotto al tappo?! Insomma, succede poi che la settimana dopo l'acquisto, poco prima che Ti scada in frigo, Ti inventi un modo per smaltirlo - puntualmente però al giro successivo al supermercato lo ricompri! Ma la smania di comprare quella vaschetta sarà mica gestita da un messaggio subliminale percepito dalle centinaia di volte in cui lo spot va in onda alla Tv?!...e perché allora il messaggio subliminale funziona anche con chi come me la Tv quasi non la guarda?!...va beh, misteri a parte, passiamo al dessert che è meglio...


Definire questa di oggi una ricetta è un po' un eufemismo, meglio definirla la non ricetta della Crema dolce al Formaggio, Miele e Arancia. A prova di principiante, anche Vs figlio di 4 anni saprà far sfoggio delle proprie abilità culinarie vantandosi di aver preparato un dessert per Mamma e Papà!.


CREMA DOLCE AL FORMAGGIO, MIELE E ARANCIA {LA NON RICETTA}
INGREDIENTI per 4 persone:
320 gr di formaggio fresco spalmabile tipo quark
Succo di 1 grossa arancia
4 fette di arancia
4 cucchiaini di miele di acacia.
TEMPI DI PREPARAZIONE/DIFFICOLTA'/COSTO:
Tempo di lavorazione 10’
Tempo di riposo 30’ (facoltativi)
Difficoltà bassa
Costo a porzione euro 0,60
PREPARAZIONE:
Preparate un’emulsione con il succo di arancia unitamente al miele.
Mixate l'emulsione ottenuta al formaggio lavorando accuratamente affinché diventi una crema morbida e ben amalgamata.
Porzionate in 4 coppette da portata (le mie mini ciotole nei colori mist grey e cotton sono di LeCreuset Italia).
Lasciate riposare in frigo per circa 30’ (passaggio facoltativo, se volete potete tranquillamente consumare al momento!).
Servite guarnendo con fette di arancia.

Al prossimo racconto commestibile,
A.

*Mini ciotole e piattino di Le Creuset 

TORTA DI ALBUMI.


Ho preparato per la prima volta una torta con soli albumi circa 3 anni fa, con scetticismo credevo che avrei sfornato l'ennesimo dolce preparato con l'impulso di riciclare qualcosa di avanzato - nella mia cucina non si getta via mai nulla. Pensavo che quegli albumi reduci da una carbonara degna di nota seguita da una crema zabaione da leccarsi i baffi, sarebbero serviti a ben poco, non avrei certo potuto emulare il sapore stupefacente di cotante delizie, almeno così pensavo. Ancora però non sapevo che avrei trovato finalmente il lievitato dolce da far perdere la testa agli amanti dei dolci easy; non il preferito di Antonio o il preferito dei Bambini, ma il mio preferito, quello soffice come una nuvola e dal sapore delicato come piace a me.
E' stato Amore a primo assaggio, e proprio come in una fiaba, il lieto fine di 8 albumi avanzati si è coronato, vestiti a festa con una corona fiorita, sono entrati a far parte per sempre delle mie ricette del cuore...e vissero per sempre felici e contenti!

TORTA DI ALBUMI
INGREDIENTI per una tortiera da cm 20 di diametro:
220 gr di farina 00
200 gr di zucchero a velo + q.b. per decorare
8 albumi
50 gr. di olio di oliva leggero (meglio se Ligure)
1 limone non trattato
2 cucchiai di rum
1 cucchiaino di lievito per dolci (circa 5 gr)
1 pz. di sale
TEMPI DI PREPARAZIONE:
Tempo di lavorazione 20'
Tempo di cottura 35'
PREPARAZIONE:
Preriscaldate il forno a 180° con modalità statica.
Imburrate e rivestite le pareti di una tortiera con carta forno.
In una ciotola, con le fruste elettriche, montate a neve ben ferma gli albumi versando a pioggia e in tre volte lo zucchero.
Grattugiate la buccia del limone e aggiungetela al composto insieme al rum, all'olio e a un pizzico di sale.
Setacciate la farina con il lievito e unite poco per volta il tutto agli albumi - amalgamando gli ingredienti con una spatola da pasticceria - mescolando dall'alto verso il basso affinché si inglobi aria.
Versate il composto nella tortiera e infornate per 30-35' - praticando la *prova dello stecchino.
Sfornate, sformate e lasciate freddare su di una gratella.
Quando raffreddata spolverate la superficie con dello zucchero a velo.

*Info: La prova dello stecchino consiste nell'inserimento di uno stecchino nel centro del dolce, qualora ne esca pulito vuol dire che la torta è cotta al cuore, altrimenti se vi rimangono attaccati residui di impasto, la cottura va continuata ad oltranza fiancando la prova dello stecchino risulta positiva.

Al prossimo racconto commestibile,
A.

TARTARE DI BRESAOLA CON PERLE DI ACETO BALSAMICO.


Da piccola odiavo la bresaola. Da adolescente circondata da Madre e Zie spesso a dieta, credevo fosse un "salume tarocco" per far felici le Signore perennemente in conflitto con la bilancia. Ho (ri)scoperto questo prodotto solo dopo esser andata a vivere da sola. Spesso nei primi tempi, dopo il taglio dal cordone ombelicale mangereccio, condita con un filo d'olio e.v.o. la bresaola è stata compagna di cene veloci...il discorso Tartare invece è un po' più complesso. Da piccola e anche da adolescente, non ho mai sentito pronunciare il termine "Tartare" in casa o in famiglia in generale. In una cucina fatta di estrema tradizione culinaria Campana, non c'è mai stato spazio per nulla "di crudo" - fatta eccezione per le ostriche che assaggiavo una tantum a casa di Zio Gino. Mio Padre poi, convinto estimatore di carne ben cotta, non avrebbe mai concesso che sulla nostra tavola facesse capolino una tartare di bovino crudo. Sono dunque cresciuta a suon di carni dalla cottura (troppo) prolungata ed ho scoperto l'esistenza delle Tartare sulla ventina, quando ciò che portavo in tavola in casa mia, poteva (finalmente) essere solo affar mio...ed il fatto che forse ad oggi non sia riuscita ad innamorarmi della carne cruda è probabilmente legato ai ricordi di infanzia. Mi sono però innamorata del taglio alla Tartare, ed ho iniziato a prepararne di ogni tipo di frutta, verdura, salumi, ho tentato con il tonno fresco - e mi è piaciuta - e con la salsiccia a punta di coltello - divina preparata con il pompelmo rosa!. In questa versione alla Bresaola, ho aromatizzato il tutto con il mio pepe (o bacca) preferito, quello rosa, e dato una nota preziosa con le Perle di Aceto Balsamico dell'Acetaia Giuseppe Giusti.


TARTARE DI BRESAOLA CON PERLE DI ACETO BALSAMICO.
INGREDIENTI per 4 persone:
300 gr di Bresaola della Valtellina
Rosmarino fresco tritato q.b.
1 Cucchiaino di Senape dolce
Perle di Aceto balsamico q.b.
Foglioline di Rucola fresca per decorare
Olio evo q.b.
Pepe rosa q.b.

Occorrente:
Coltello da chef a lama liscia.
TEMPI DI PREPARAZIONE/DIFFICOLTA'/COSTO:
Tempo di lavorazione 20'
Difficoltà Media
Costo a porzione euro 2,30
PREPARAZIONE:
Riducete la bresaola in dadini piccolissimi emulando la grandezza di una tartare di carne bovina.
Condite i dadini di bresaola con una emulsione di: olio, senape, rosmarino tritato e pepe rosa macinato al momento.
Porzionate dando la forma con un coppa-pasta tondo.
Guarnite con foglioline di rucola e decorate con perle di aceto balsamico.

*Info: Sempre più in voga nei ristoranti stellati, le tartare rappresentano un concetto di cucina sofisticato e ricercato. Negli ultimi anni negli migliori ristornati ed alberghi stellati della valtellina viene proposta la tartare di bresaola, ancor meglio se di fassona, un vero piatto per estimatori gourmandise.

Al prossimo racconto commestibile,
A.

BISCOTTI AL CACAO E CAFFE' {...STAVOLTA VE LO DICO, UNA VOLTA E PER TUTTE...}

Buondì! Inizio a scrivere che sono le 10:35, l'ora della colazione è passata per i più, e già da un pezzo, ma un caffè di metà mattinata va per la maggiore, e allora perché non accompagnarlo anche con un biscottino? Se poi al Cacao e Caffè ancora meglio!
In verità dovrei fare outing: io non bevo caffè, tantomeno di metà mattinata..."ooooh" affermazione con occhi spalancati dei tanti!
In realtà non amo il caffè in purezza da bere - per puntualizzare.  Non sarà certo un reato, non trovate?! 
"Non facciamone un caso di stato", rispondo spesso quando dopo averlo confessato, vengo fissata con quello sguardo che lascia trapelare pensieri del tipo: "Va beh la ragazzina allora gradisce una tazza di latte caldo ed un peluche morbidoso". Stendendo un velo pietoso sulle osservazioni altrui al riguardo che negli anni sono stata costretta ad ascoltare - per quanto possa interessarvi della faccenda (!) - mi discolpo puntualmente con frasi ad affetto, ben collaudate, del tipo: "Però in compenso bevo il cappuccino o il caffellatte (sui volti dei personaggi sopra descritti si aggiunge un sorrisetto sogghignato), e mi piace la torta e lo yogurt al caffè (continuano a fissarmi con il sopracciglio inarcato), e sforno dei biscotti al cacao e caffè che sono la fine del mondo...a quel punto il ghigno sul volto scompare e mi viene pronunciata la fatidica frase: "Mi daresti la ricetta?"...e sì, forse dovrei replicare il sopracciglio inarcato e il ghigno, ma inevitabilmente dinanzi a cotanta richiesta di condivisione di felicitàamodomio non riesco a resistere e cedo, dono a piene mani la ricetta. D'altronde la felicitàamodomio è anche questo, buttar giù muri e barriere a suon di dolcezza...e poi, che mondo sarebbe senza biscotti fatti in casa e profumo di pasticceria che si diffonde per le strade del quartiere a suon di deterrente contro il malumore, sopraccigli inarcati e ghigni irriverenti?...certe cose hanno il potere terapeutico di render tutti - ma proprio tutti - più buoni...anche se non è Natale.

Biscotti al Cacao e Caffè.
INGREDIENTI:
300 g di farina 00
150 g di burro a T.A.

150 g di zucchero
1 uovo intero + 1 tuorlo
2 cucchiai di caffè solubile
1 cucchiaio di cacao amaro
5 gr di Lievito vanigliato per dolci

Occorrente:
Mixer da cucina
Tagliabiscotti tondo.
TEMPI DI PREPARAZIONE/DIFFICOLTA'/COSTO:
Tempo di Lavorazione 20'
Tempo di Cottura 12'
Tempo di Riposo 1h
Difficoltà Bassa
Costo al kg euro 4,70
PREPARAZIONE:
Ponete tutti gli ingredienti nel mixer e procedendo ad impulsi impastate il tutto grossolanamente.
Trasferite il composto sulla spiantoia e lavoratelo velocemente sino ad ottenere un panetto compatto.
Avvolgete l'impasto in pellicola alimentare e lasciatelo riposare in frigo per 30'.
Trascorso il tempo di riposo rilavoratelo, stendetelo allo spessore di circa 6 mm e coppatelo con il tagliabiscotti.
Trasferite via via i biscotti su di una leccarda foderata di carta forno - ben distanziati tra di loro - e cuoceteli in forno preriscaldato a 180°C per 12-15'.
Sfornateli e lasciateli freddare di su di una gratella forata.

A prossimo racconto commestibile,
A.

PANE SENZA IMPASTO ALLE NOCI {& STORIA DI UNA NOVENNE CLONE DI MAMMA}

Buondì! E' domenica mattina e la promessa di un post al giorno, almeno il primo giorno post-proposito, dovrò pur mantenerla!!! A parte gli scherzi, sono qui e sto scrivendo di getto e mi piace, senza pensarci troppo, pesco una delle centinaia di foto dal mio archivio culinario e senza tanti problemi posto...ma sapete che è una liberazione?...Antonio aveva proprio ragione.

Oggi per me, domenica in famiglia, quasi sempre è così.
Guardo fuori dalla finestra e ciò che vedo non è propriamente promettente, nuvole all'orizzonte e cielo grigio.

Christian dorme ancora mentre scrivo, Antonio si fa la barba, Giada scrive...se Io scrivo anche Giada scrive; Giada è il mio clone! A volte penso di tediarla!...in tutto...e sì il fattore ereditario e il DNA conteranno pure, ma spesso dice e fa delle cose che mi fanno sorridere e riflettere...Le piacciono i fiori, l'arte, il disegno, la poesia (scrive delle poesie pazzesche, la Maestra dice che meriterebbe di partecipare ad un concorso di poesia), la musica, la moda, la scrittura e la lettura - è una divoratrici di libri, ha 9 anni e ormai i suoi regali non sono più costituiti da giochi già da un paio d'anni - e poi è arguta, mi ricorda com'ero alla sua età, e tra una lezione di Arpa e l'altra torna a casa e mi parla di Lei, di quando sarà grande, fantastica che è un piacere sul suo futuro lavoro da Arpista concertista che tra un concerto e l'altro scrive poesie e racconti e crea gioielli con i fiori freschi! Insomma, uno spasso!...lo spasso però finisce quando si siede a tavola e commenta i miei piatti come se fosse un critico gastronomico (e spesso penso che la Sua vera strada possa essere proprio questa, ma non diteglielo!), quando chiude gli occhi ed assapora, pronuncia termini del tipo: "avvolgente e rotondo" - mi vien da ridere sotto i baffi perché non so se mi prenda in giro o faccia sul serio...in fondo però è una tipina dolce, a mio avviso fin troppo impegnata per la Sua età, un'attività ogni pomeriggio della settimana incluso il sabato e la domenica mattina (volendoci inserire anche il catechismo), ma a Lei piace così, sembra non risentirne, dice esplicitamente di non risentirne, anzi, dice che Le piace fare Arpa-Canto-Nuoto-Danza-Judo ecc, forse ne sono semplicemente più risentita Io che Lei...ma non ditegli neppure questo!

Stop con le chiacchiere, pare che intanto un certo cinquenne si sia svegliato...

Pane senza Impasto alle Noci.
Ieri ho ricevuto una mail da parte di un lettore (ciao Eugenio! Grazie ancora!) che mi chiedeva che tipo di tegame utilizzare per la cottura del Pane Cafone o Pane senza impasto, pane che gli piacerebbe provare dopo aver letto questo mio vecchio post.
Per chi non lo sapesse (ma dubito che ci siano persone che bazzicano in rete cercando ricette sul Pane da fare in casa che non si siano ancora imbattute/cimentate in questa preparazione) il Pane SENZA IMPASTO è un tipo di lievitato per il quale non vi è necessità di maneggiarlo a lungo, basta un cucchiaio di legno ed una ciotola capiente per impastarlo quasi fosse una semplice pastella. Questo pane però - a prescindere dalla moda del momento - è l’unico pane homemade che riesce a regalarvi una crosta croccante come il pane da forno a legna (nonostante sia cotto nel forno elettrico di casa) ed una buona alveolata, il tutto senza eccessivi sforzi o speciali doti da panificatore esperto. Tutto ciò che conta è che il tempo faccia il suo corso e dovere, in circa 18 h sfornerete un pane degno di un mastro fornaio. Vi occorrerà solo un tegame con coperchio sufficientemente ampio e che possa andare in forno, investimento che vale la pena di esser fatto se amate panificare con questa tecnica, che Vi assicuro non Vi deluderà mai. Il Pane viene infatti cotto nella pentola (in ghisa, pirex, metallo, coccio) in quanto il microclima che si viene a formare all’interno della camera - quando calda - assomiglia molto a quello dei forni a legna. Di seguito Vi espongo le modalità della tecnica di base che una volta acquisita potrete rielaborare a Vs piacimento creando sempre nuove varianti con farine diverse, semi, frutta fresca e spezie varie.


Tecnica di base:
In una grossa ciotola ponete il liquido in cui scioglierete il lievito. 
Aggiungetevi sopra la farina mixata al sale, spezie, aromi ecc. 
Impastate il tutto velocemente con un cucchiaio di legno sino ad ottenere una pastella. Non c’è bisogno che prolunghiate eccessivamente il tempo di impasto, basterà che gli ingredienti siano amalgamati, ci impiegherete al max 5’ in tutto. 
Coprite la ciotola con pellicola alimentare e lasciate fermentare al riparo di fonti di d’aria per circa 16h (qualora sentiate rumori simili a bolle che scoppiettano di tanto in tanto non preoccupatevi, in gergo si dice che il pane “CANTA”!. Non è altro che il preludio di un Pane ben fermentato!). 
Al termine della fermentazione il Vs impasto risulterà gonfio, morbidissimo e ricco di bolle in superficie. Sgonfiatelo ed infarinate abbondantemente la spianatoia di lavoro. 
Travasate l’impasto sulla spianatoia (fate attenzione! E’ talmente morbido che “scapperà” da tutte le parti!) e con velocità e farina q.b. a portata di mano spolveratelo e ripiegatelo a portafoglio, dapprima verso destra su se stesso, poi verso sinistra su stesso, poi verso il basso sempre su stesso, poi verso l’altro sempre su stesso, in sostanza dovrete ripiegare i lembi esterni a mo’ di fazzoletto, come se al centro della massa vi sia un qualcosa da impacchettare. Non abbiate paura di spolverarlo con tanta farina se l’impasto risulta essere molto morbido. 
Spolverate di farina un canovaccio pulito e riponetevi al centro il vs panetto. 
Richiudete il canovaccio e lasciate ri-lievitare per ulteriori 2h. 
A circa 30’ dal termine di lievitazione, ponete il tegame (del diametro di circa 22’) con il rispettivo coperchio in forno, accendete quest’ultimo e fate riscaldare con modalità statica per circa 25’ a 220°C. 
Trascorso il termine di lievitazione, prelevate con accortezza il tegame dal forno (fate molta attenzione perché è rovente) e travasate l’impasto nel tegame avendo cura di rovesciarlo con le pieghe rivolte verso il fondo. Incoperchiate e cuocete per circa 35’ coperto e 20-25’ senza coperchio. Sfornatelo e lasciatelo freddare su di una gratella forata.

*Info:
Il quantitativo di lievito presente in questo pane è davvero esiguo, di norma circa 3 gr di lievito di birra in 400 gr di farina circa. Potete utilizzare pasta madre, lievito liofilizzato in granelli, lievito madre in polvere ecc…(ovviamente va da sé che in base al tipo di lievito utilizzato le proporzioni del quantitativo di prodotto varieranno).
In linea di massima, grazie all’esiguo quantitativo di lievito presente in questo pane, risulta essere un prodotto da forno estremamente digeribile.

PANE SENZA IMPASTO ALLE NOCI
INGREDIENTI per 800 gr circa di prodotto:
430 gr di Farina tipo 0 Manitoba
300 gr di Acqua a temperatura ambiente
3 gr di Lievito di birra
1 cucchiaio d’Olio evo
1 cucchiaio raso di Sale
50 gr di Gherigli di Noci
TEMPI DI PREPARAZIONE/DIFFICOLTA'/COSTO:
Tempo di lavorazione 15’
Tempo di lievitazione 18h
Tempo di cottura 1h
Difficoltà Bassa
Costo al kg euro 1,80
PREPARAZIONE:
Seguite la tecnica di base sopra descritta addizionando l'impasto con i gherigli di noci.

**Consiglio: Per una nota ancora più rustica, aromatizzate l’impasto con un rametto di rosmarino finemente tritato.

Al prossimo racconto commestibile,
A.

MOUSSE ALLO CHAMPAGNE {...PER BRINDARE A UN NUOVO INIZIO}


E' successo che oggi a fine pranzo - mentre ancora eravamo seduti a tavola (il che accade di sovente al sabato e alla domenica. Le chiacchiere a tavola dei dopo pasto nel fine settimana sono i momenti più attesi da me e mio marito nelle frenetiche giornate dal lunedì al venerdì...oddio, perdonate la divagazione!)  - si parlava di blog, di quanto secondo alcuni il blogging fosse passato di moda facendo spazio alla comunicazione decisamente più immediata da social network, e di quanto inversamente alcuni affezionati nostalgici non riescano proprio a concepirlo: Io faccio parte senz'altro della seconda schiera...ed anche se ultimamente non scrivo molto sul blog (ma non perché l'abbia rimpiazzato con i social, sia chiaro!), credo fermamente che continuerò a scrivere e scrivere e scrivere aldilà delle mode.

E così fu che tra una chiacchiera e l'altra il marito mi disse che a suo avviso dovrei scrivere più spesso, dovrei utilizzare questo mio angolo virtuale come un diario giornaliero, dice che dovrei prender spunto dalle colleghe blogger d'oltreoceano che bloggano tutti i giorni...una sorta di lampadina mi si è accesa all'istante, insomma, Io adoro scrivere - la scrittura è uno stile di vita tanto quanto la passeggiata all'area aperta!...spronata quindi dal marito, utilizzerò il blog come "diario di bordo", e lo farò il più possibile. Non so onestamente se riuscirò a farlo tutti i giorni, ma proverò ad esser costante...francamente credo che userò il blog come antidoto contro lo stress, per la serie: "Ciao, sono Antonella e sono una blogger compulsiva!".


Per festeggiare questa nuova idea, Vi offro una coppa virtuale di Champagne, di Mousse allo Champagne per esser precisa, e qualora voleste riproporla a casa Vs sappiate che in mancanza dello Champagne, lo Spumante va bene ugualmente!

MOUSSE ALLO CHAMPAGNE
INGREDIENTI per 4 persone:
60 ml di Champagne
1 Tuorlo d’Uovo
30 gr di Zucchero semolato fine
40 ml di Panna da montare
170 ml di Panna montata
50 ml di Latte fresco intero
8 gr di Maizena
4 gocce di estratto di Vaniglia
5 gr di Colla di pesce
TEMPI DI PREPARAZIONE:
Tempo di lavorazione 20’
Tempo di riposo 4h
Tempo di cottura 10'
PREPARAZIONE:
Sbattete con le fruste elettriche il Tuorlo, lo Zucchero, la Maizena, la Panna da montare, il Latte e l’aroma di Vaniglia.
Ammollate la colla di pesce in acqua fredda.
Cuocete su fiamma bassa il composto frustando di continuo sino ad addensamento.
Scolate dall’acqua la colla di Colla di pesce e strizzatela bene.
Aggiungetela alla crema calma mescolando sino al completo assorbimento.
Unite lo Champagne, mescolate e lasciate freddare.
Quando il composto risulterà freddato unite la Panna montata, porzionate in coppe o bicchieri da servizio e lasciate riposare in frigo per almeno 3-4h.

Stampa la Ricetta.

Scappo, c'è un film di Troisi alla Tv ed Antonio è già catalizzato davanti allo schermo, vado a fargli compagnia!
Al prossimo racconto commestibile,
A.

P.s: Cosa portate in tavola per cena?...Io medito delle Patate duchessa e Uova in camicia al pepe rosa su crostoni al burro, il sommelier di casa ( aka il marito che mi esorta a bloggare di più), consiglia di annaffiare il tutto con del Cilento Rosato d.o.c: Bon Appètit!

BISCOTTI INTEGRALI {HAPPY VALENTINE'S DAY}

In questo pomeriggio S.Valentiniano, mentre a casa da sola guardavo il film Julie&Julia, ho iniziato a riflettere sul potere terapeutico della scrittura.
Non sono ancora in forma, Vi ho accennato al fatto che non sto benissimo fisicamente, ma non vedo perché debba privarmi del piacere di far scorrere libere le dita sulla tastiera esponendo alla blogosfera i miei pensieri, voglio pensare che riuscirò comunque a tenere il blog attivo nonostante non abbia molto tempo da dedicare "ai passatempi"...e così, munita del portatile che Antonio mi ha regalato per Natale posso scrivere tranquillamente ovunque mi trovi.
Giada è a scuola per il tempo lungo del martedì e Christian è all'asilo ancora per tutto il pomeriggio. Io ed Antonio ci siamo concessi un pranzetto casalingo solo per noi, nella sua pausa pranzo. Quest'anno non credo che per S.Valentino riusciremmo a fare più di così, ma va bene lo stesso, insomma non c'è bisogno di un dato giorno prestabilito per fare cose romantiche in coppia - quando ci si vuole bene sul serio le occasioni non mancano mai, stanno in una chiacchierata di fine giornata o in una semplice passeggiata al parco mentre si guardano i propri figli divertirsi sull'altalena.

Stamattina Christian ha regalato a me e a Giada dei cioccolatini...un attimo dopo i baci ed abbracci del caso me ne ha chiesti un po'! E' così buffo, mi fa ridere tanto. Dall'alto dei suoi 5 anni è una manna contro i malumori di ogni tipo.

Biscotti per S.Valentino e non...
Ho pescato dall'archivio la ricetta dei biscotti integrali (a forma cuore) per augurarvi Buon S.Valentino, anche se a prescindere dalla forma potete tranquillamente prepararli tutto l'anno!.

BISCOTTI INTEGRALI {...per S.Valentino e non}
INGREDIENTI:
100 gr di Farina 00
100 gr di Farina Integrale
100 gr di Burro freddo a dadini
50 gr di Zucchero di canna + q.b. per spolverare
50 ml di Acqua ghiacciata
TEMPI DI LAVORAZIONE:
Tempo di preparazione 30’
Tempo di riposo 30’
Tempo di Cottura 15’
PREPARAZIONE:
Ponete nel mixer da cucina il burro con la farina e lo zucchero e procedendo ad impulsi mixate il tutto velocemente sino ad ottenere un composto sabbioso.
Travasate il composto sulla spianatoia leggermente infarina e formate un cratere al centro del quale porrete l’acqua ghiacciata che seguirete ad impastare velocemente senza surriscaldare troppo l’impasto.
Date la forma di un disco ed avvolgete con pellicola.
Fate riposare per 30’ in frigo.
Trascorso il tempo di riposo della pasta, ri-lavoratela velocemente, stendetela con il matterello e ricavatene i biscotti utilizzando dei coppa-pasta (oggi è S.Valentino ed Io ho utilizzato un Cuore!).
Disponete i biscotti su di una leccarda foderata di carta forno e spolverateli con zucchero di canna.
Cuocete per 15-20’ in forno preriscaldato statico a 180°C.

*Consiglio: Questi biscotti si conservano in un contenitore ermetico sino a 7 gg. dalla preparazione.

Che sia un giorno pieno d'Amore, da trascorrere proprio come lo desiderate...anche in pigiama sul divano!

Al prossimo racconto commestibile,
A.