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TESTAROLI AUTUNNALI {AL CAVOLO VIOLA & NERO, CASTAGNE, ZUCCA E TACCHINO}



Tutto si è ormai tinto dei colori della terra. L’ocra con tutte le sue sfumature unitamente ai marroni bruciati tinge i paesaggi di colori e profumi che riscaldano l’animo. La voglia di confort-food ha preso ormai piede già da un mesetto e il desiderio di territorialità misto a campanilismo fa spazio ad ogni stravaganza esotica estiva. In questi giorni ho provato per la primissima volta i Testaroli, un tipico primo piatto della Lunigiana, terra al confine tra la mia Emilia Romagna, la Toscana e la Liguria. Per questa mia prima volta sono voluta andare sul sicuro provando un prodotto dell’azienda Acqua Farina & Fantasia, azienda che trovo molto vicina al mio modo di concepire la cucina: la tradizione (Pontremolese in questo caso) la fa da padrona pur prestando un occhio di riguardo a tecniche di conservazione all’avanguardia - come il sottovuoto naturale in atmosfera modificata ad esempio, tecnica conservativa che preserva il prodotto per lungo tempo mantenendone inalterate le proprietà di morbidezza.


I TESTAROLI.
Sapete che amo le preparazioni veloci ed i Testaroli rientrano a pieno titolo in quella gamma di piatti espressi che prediligo; di fatti, la pastella di cui sono fatti necessita solo di esser reidrata in acqua leggermente salata che sobbolle. In alternativa, visto l’alto grado di porosità, potete reidratare il prodotto direttamente nella padella del condimento a patto che teniate liquido il sugo - la parte umida agirà sulla spugnosità della pastella proprio come se fossero stati rinvenuti in acqua. Vi occorreranno appena 30 secondi per cuocere i testaroli, dopodiché andranno scolati con l’ausilio di una schiumarola, posizionati sul piatto da portata e conditi a strati. E’ però importante non scolarli a mo’ di pasta con il colino scolapasta in quanto rischierebbero di rovinarsi disintegrandosi.

Il più classico dei condimenti per testaroli è senz’altro il pesto alla genovese. A seguire sughi a base di noci, funghi o cinghiale. Io però ho voluto dare una nota stagionale al mio piatto utilizzando le castagne e la zucca accompagnati da cavolo nero e viola, pecorino Toscano semi stagionato, fesa di tacchino, abbondante rosmarino e cipollotto fresco: Adorerete questo condimento! 
Vi lascio alla ricetta.


Testaroli Autunnali al Cavolo Viola & Nero, Castagne, Zucca e Tacchino.
INGREDIENTI per 4 persone:
420 gr di testaroli
300 gr di fesa di tacchino
1/2 cavolo viola
Cavolo nero q.b.
300 gr di zucca mantovana al netto degli scarti
100 gr di castagne lesse o cotte al vapore (al netto degli scarti) tritate grossolanamente
200 gr di pecorino Toscano semi-stagionato grattugiato
2 cipollotti freschi
2 rametti di rosmarino
Olio evo q.b.
Sale e pepe bianco q.b.
TEMPI DI PREPARAZIONE/DIFFICOLTA'/COSTO:
Tempo di lavorazione 20’
Tempo di cottura 20’
Difficoltà bassa
Costo a porzione euro 2,00
PREPARAZIONE:
Ponete su fuoco una pentola colma d’acqua leggermente salata e portate ad ebollizione.
Intanto, affettate i cipollotti e fateli stufare a fiamma dolce insieme ad olio evo ed abbondante rosmarino tritato fine.
Private la zucca della scorza e riducetela in dadolata piccola; lavate il cavolo nero e privatelo delle parti coriacee terminali dei gambi - riducetelo infine a striscioline.
Cimate il cavolo viola e tagliate a straccetti piccoli il tacchino.
Appena la cipolla risulterà appassita aggiungete la zucca, salate leggermente e cuocete a fiamma viva mescolando spesso per circa 10’ o fintanto che risulterà cedevole - dopodiché aggiungete il tacchino, e spadellate il tutto a fuoco alto rosolando bene, salate e pepate.
Lessate nell’acqua bollente il cavolo nero, scolatelo con una schiumarola direttamente nella padella con il tacchino e continuate a spadellare.
Lessate poi le cime di cavolo viola per 8’ e scolate anche queste nella padella con il condimento, mescolate il tutto e spegnete il fuoco tenendo in caldo con un coperchio.
Dopodiché, con un coltello ben affilato, riducete in quadrotti da circa 3x3 cm la sfoglia dei testaroli e lasciateli reidratare per 30 secondi in acqua che sobbolle leggermente salata.
Scolate i testaroli con l’ausilio di una schiumarola e posizionateli sul piatto da portata alternando a strati di condimento, un filo d’olio, pecorino grattugiato e castagne tritate.
Finite con un filo d’olio evo e servite subito.


*Per assaggiare i Testaroli e tutti gli altri prodotti tipici di Acqua Farina & Fantasia, a questo link trovate la loro boutique online. Amazon li porterà a casa Vostra in 2 giorni.


Al prossimo racconto commestibile,
A.

ACQUA FARINA E FANTASIA - TESTAROLI

QUICK QUICK BREAD SEMINTEGRALE AL ROSMARINO E CARDAMOMO COTTO IN PENTOLA.


Un sabato pomeriggio di inizio Autunno e il profumo del pane appena sfornato che inonda la cucina è in assoluto uno dei connubi che più amo di questa stagione. 
Avevo letto del Quick Quick Bread {Pane veloce veloce} su un volume di panificazione acquistato la scorsa estate, ma le temperature non proprio benevole hanno contribuito a rimandare la prova sino ad oggi, ultimo giorno di un Settembre alquanto turbolento, fatto di inizio scuola primaria per il piccolo di casa e mille impegni e scadenze da rispettare...sarà il piacevole freschino arrivato, ma la voglia di fare il pane in casa per me rappresenta il primo campanello interno di avvio al periodo dell'anno dedicato al confort-food, quel cibo che Ti scalda le mani ed anche il cuore.
Come sempre faccio - sarà deformazione professionale di sicuro! - stravolgo sempre le ricette non mie per sentirle un po' più "vicine" o comunque per renderle più congeniali al mio ideale culinario, anche se a dire il vero pure quelle da me ideate non hanno vita più lunga di 2 volte cucinate a fila prima di essere modificate (...c'è sempre quel qualcosa che può esser migliorato!), insomma l'ho fatto anche in questo caso, l'idea di realizzare un impasto veloce semplicemente realizzato mescolando degli ingredienti in una ciotola, non mi regalava poi così tanto il "brivido della cuciniera impavida", e così ho stravolto il metodo di cottura, creando il quick quick bread cotto in pentola. 


Il "mio" Quick Quick Bread cotto in pentola.
Su questo blog avete già letto di altri pani cotti in pentola con impasto senza pretese mescolato in ciotola, ma tutti con lievitazioni molte lunghe. Questa versione invece, pur somigliando al classico pane cotto in pentola che impazza ormai in rete da anni, ha dalla sua, la praticità di poter essere lavorato in 5' con soli 90' di lievitazione.
Per questa versione ho utilizzato farine integrali e tipo 0 in percentuale del 50% ed aromatizzato il tutto con cardamomo e rosmarino: profumatissimo ed invitante.
E allora, cocotte in ghisa alla mano, siamo pronte a sfornare un buon pane dalla crosta fragrante in men che non si dica {...nelle foto sopra vedete la mia collezione di cocotte in ghisa di LeCresuet Italia ♡}.


QUICK QUICK BREAD SEMINTEGRALE AL ROSMARINO E CARDAMOMO COTTO IN PENTOLA.
INGREDIENTI per una pagnotta da circa 1,8 kg:
500 gr di farina tipo 0
500 gr di farina integrale
740 ml di acqua tiepida
25 gr di lievito di birra fresco
25 gr di sale fino
10 gr di miele
Cardamomo e rosmarino q.b.
Pepe bianco *facoltativo.
TEMPI DI PREPARAZIONE:
Tempo di lavorazione 5'
Tempo di riposo 90'
Tempo di cottura 50'
PREPARAZIONE:
Tritate finemente il cardamomo e gli agli di rosmarino.
Mixate le due farine al cardamomo e rosmarino tritati.
Sciogliete il lievito unitamente al miele in 50 ml di acqua presa dal totale.
Ponete in un'ampia ciotola la farina creandovi al centro un cratere e versatevi dentro il lievito diluito e la restante acqua; mescolate con un cucchiaio.
Dopo una prima mescolata grossolana aggiungete sale e pepe e continuate a mescolare per circa 5' - l'impasto che ne risulterà sarà granuloso, molle ed appiccicoso.
Spolverate la superficie dell'impasto con abbondante farina.
Sigillate la ciotola con pellicola alimentare e lasciate lievitare in forno spento per circa 90'.
A 30' dal termine lievitazione preriscaldate il forno a 210°C con modalità statica.
Dopo 15' dall'accensione del forno ponetevi dentro il tegame di cottura in ghisa chiuso da coperchio.
Trascorso il tempo di lievitazione, estraete dal forno il tegame stando attenti a non scottarvi, scoperchiatelo e travasatevi all'interno l'impasto; richiudete con il coperchio caldo ed infornate.
Abbassate la temperatura del forno a 180°C e lasciate cuocere il pane per 30' con coperchio e per ulteriori 30' senza coperchio.
Sfornate e lasciate freddare completamente su di una gratella forata prima di affettare.


Al prossimo racconto commestibile,
A.

*Sulla mensola della mia cucina: Cocotte tonde ed ovali + Tajine di LeCreuset Italia.
**Cocotte ovale in ghisa nella quale è stato cotto il pane di LeCreuset Italia.
***Piattino quadrato in grès + macina-sale e macina-pepe di LeCreuset Italia.

PASTA-PIE AL LIMONE, PINOLI E DATTERINI.

Ho ripreso a lavorare già da una decina di giorni dopo le ferie estive, sempre troppo corte ahimè! Il prossimo anno spero di riuscire a dilazionarle meglio concedendomi un periodo di fermo anche in Giugno...in ogni modo, come tutti gli anni, la fine delle ferie Estive per me segna un nuovo inizio, come puntualmente Vi ripeto ormai da 5 anni, questo è il momento dell'anno in cui sento di più "il punto di partenza", molto più che del primo Gennaio! Tanti progetti che mi frullano nella testa, in primis la voglia di terminare la casa nella quale ormai abitiamo da quasi 3 anni, ho un nuovo progetto di closet/office-room tutta mia che spero di concludere entro Dicembre ed una nuova cartella Pinterest nella quale aggiungo immagini d'ispirazione come se non ci fosse un domani! In realtà, la grande novità è la necessità inevitabile - con l'inizio della scuola primaria del cucciolo di casa - di ridimensionare un po' il mio lavoro di foodwriter da edicola (Non mollo eh! Mai! Amo alla follia il mio lavoro! Ho detto solo "ridimensionare"! 😉)...insomma, vita da mamma ancora più intensa e voglia di ricavare una stanza tutta mia dove sentirmi anche "imprenditrice di me stessa" unitamente a "donna" e per iniziare oltre allo zainetto per la scuola di Chri ho comprato anche un poster di Marylin per la mia stanza! So che le mamme all'ascolto hanno colto l'idea e il concetto di fondo! 

Scappo, ieri sera abbiamo assistito al concerto del talentuoso arpista spagnolo Josè Antonio Domenè nella splendida cornice del castello di Sarzano e dopo, tra una chiacchiera e l'altra e uno spuntino dopo concerto per me ed Antonio che non avevamo cenato, le ore di sonno fatte si contano sulle punta delle dita...e adesso, alle 13:30, dovrei organizzarmi sul da farsi odierno perché nel pomeriggio c'è un altro evento musicale di arpa al quale presenziamo con cena a seguire e devo ancora capire cosa indossare...ditemi che non sono l'unica donna che appena ricevuto un invito ad un evento, la prima cosa alla quale pensa è legata al cosa indossare!...naaa, non ho bisogno che me rispondiate, lo so già che, fatta salva qualche rarissima eccezione, siamo tutte uguali al riguardo!

Vi lascio alla ricetta di rientro, una Pasta-Pie che profuma d'Estate, la amerete, ne sono sicura.

Pasta-Pie al limone, pinoli e datterini
INGREDIENTI per 4 persone:
1 Rotolo di Pasta sfoglia tonda
360 gr di Strozzapreti di semola di grano duro
250 gr di pomodorini datteri
30 gr di pinoli
Zeste grattugiate di 1 Limone
1 Cipollotto fresco
100 gr di Pecorino grattugiato
Maggiorana fresca q.b.
1 Tuorlo d’Uovo
Latte q.b.
Olio evo, burro, sale e pepe q.b.
TEMPI DI PREPARAZIONE:
Tempo di lavorazione 20’
Tempo di cottura 40’
PREPARAZIONE:
Preparate una pentola con abbondante acqua salata per lessare la pasta e nel frattempo ponete in un’ampia padella un filo d’olio evo, una noce di burro, il cipollotto finemente tritato ed i pinoli; fate stufare a fiamma bassa.
Intanto, tagliate in 2 i datteri nel senso della lunghezza - quando il cipollotto risulterà trasparente aggiungete i pomodorini; salate, pepate e cuocete a fiamma viva per 10’ al max.
A fine cottura aromatizzate con abbondante maggiorana tritata fine.
Lessate gli strozzapreti a metà cottura e conditeli con il condimento realizzato ed il pecorino - aromatizzate infine con parte delle zeste di limone grattugiato.
Preriscaldate il forno a 200°C con modalità ventilata ed imburrate il fondo ed il margine superiore delle pareti di una pirofila di cottura.
Ponetevi all’interno la pasta ed adagiatevi sopra la pasta sfoglia facendo ricadere il bordo della pasta sui margini della pirofila.
Preparate un’emulsione con il Tuorlo ed un goccio di latte ed utilizzatela per spennellare la pasta in superficie.
Con uno stecchino praticate qualche foro di aerazione sulla pasta.
Cuocete per 20-25’ in forno caldo.
Prima di servire spolverate con le restanti zeste di limone grattugiate.

Alla prossima,
A.

*Pirofila in grès color cotton di LeCreuset Italia ♡

TORTA ALLE PESCHE E 4 FARINE {SEMPLICE E SUPER SOFFICE: CON YOGURT!}


Ma Voi la Torta semplice "ideale" alle Pesche l'avete trovata? Intendo, avete sperimentato delle torte semplici alle Pesche che Vi hanno talmente tanto colpito da dire "l'ho trovata - è lei"?
Io adoro le pesche, soprattutto quelle noci che risultano essere croccanti e sode, anche in cottura non si mollano eccessivamente, e da anni sperimento ricette di torte semplici alle pesche perché ho voglia di trovare "quella giusta". A parte il classico crumble e clafoutis (personalmente preferisco il crumble al clafoutis), non ho ancora trovato una Torta lievitata alle Pesche che mi faccia urlare al miracolo!
Settimana scorsa però, mettendo in ordine la dispensa, complici due sacchetti smezzati di farina integrale e di grano saraceno, mi sono detta che magari potevo improvvisare una torta di pesche non troppo dolce (Ve l'ho già detto che non amo i dolci troppo dolci, passatemi il gioco di parole!), e così con l'aiuto dello zucchero di canna e di un buon quantitativo di yogurt ne è venuta fuori la versione super soffice che vedete in foto...ora, l'urlo al miracolo non c'è stato (ma conoscendo le pretese della sottoscritta difficilmente arriverà mai), ma un'esclamazione di mitigato giubilo è avvenuta: "Si scioglie in bocca eh eh!". Essendo Io il peggior critico di me stessa direi che non è male come responso!...un certo ragazzotto con la barba di mia conoscenza dice che sono troppo severa con me stessa...lo stesso ragazzotto ha finito la torta in questione in 3 round: merenda, dopo-cena, colazione! C'è stato un frangente durante il quale l'ho visto utilizzarla quasi fosse un cantuccio, in 2 dita di whisky!
Di solito c'è una certa aspirante (mini)arpista a dargli man forte, e i round a dirla tutta si riducono a 2, ma in assenza del braccio destro intento in ferie balneari con la Nonna, il ragazzotto non si è comunque smentito e, fatta eccezione per 2 quadrotti in totale sottratti da me ed il piccolo Christian, la sua "figura" solita di finto assaggiatore, o meglio trangugiatore, l'ha fatta ugualmente!.


TORTA ALLE PESCHE E 4 FARINE
INGREDIENTI per uno stampo quadrato da cm 23 di lato:
3 grosse pesche noci sode
120 gr di burro pomata
100 gr di farina 00 setacciata
50 gr di farina integrale
50 gr di farina di grano saraceno
150 gr di maizena
1 bustina di lievito vanigliato per dolci
4 uova + 2 tuorli
125 gr di zucchero di canna
250 ml di yogurt bianco cremoso (2 vasetti)
Scorza di 1 limone grattugiato (non trattato)
Polpa di un baccello di vaniglia
1 pz di sale
Burro e farina per imburrare la tortiera.
Zucchero a velo q.b.
TEMPI DI PREPARAZIONE:
Tempo di lavorazione 20’
Tempo di cottura 35’
PREPARAZIONE:
Separate i tuorli dagli albumi.
Tagliate il burro a pezzetti. 
Sbattete con le fruste elettriche il burro insieme a metà dello zucchero e la polpa del baccello di vaniglia fino a creare una crema soffice - continuando a sbattere - unite i 6 tuorli. Quando i tuorli risulteranno essere ben incorporati al composto, unite lo yogurt e la scorza di limone grattugiata ed amalgamate il tutto.
A parte - sempre con le fruste elettriche - montate a neve gli albumi con 1 pz. di sale ed il restante zucchero.
Unite i due composti amalgamandoli delicatamente senza "smontare" l'impasto, con movimento dal basso verso l'alto aiutandovi con una spatola da pasticceria.
Setacciate sopra il composto ottenuto la farina 00 e la maizena precedentemente setacciate e mixate al lievito ed incorporate delicatamente sempre con movimento della spatola dal basso verso l'alto. 
Quando ben amalgamato aggiungete la farina integrale e quella di grano saraceno incorporandole all'impasto.
Imburrate ed infarinate la tortiera. 
Travasate l'impasto nella tortiera e disponetevi sopra le pesche precedentemente ridotte in spicchi.
Infornate a 180°C x 35-40’ in forno statico preriscaldato praticando la prova dello stecchino prima di spegnere il fuoco.
Lasciate che la torta si raffreddi in forno e poi sformatela.
Prima di servire, spolverate con zucchero a velo.

Al prossimo racconto commestibile,
A.

*Stampo quadrato per 4/6 persone in acciaio al carbonio antiaderente di LeCreuset Italia

PERE AL VERMOUTH, GORGONZOLA E MASCARPONE CON PERLE ALL'ACETO BALSAMICO.


Sempre più caldo in quel di Reggio Emilia e la voglia di mettere in tavola piatti eccessivamente cotti e fumanti è pari a 0! Ripiego su piatti veloci e freschi, o quantomeno che richiedono minima cottura. Ciò nonostante il lavoro di Luglio e Agosto per le riviste va fatto comunque e spesse volte alcuni dei piatti caldi che preparo vanno all’anziana vicina perché in casa tutti, dal più piccolo al più grande, aborrano i piatti caldi!
Sabato ho avuto modo di dedicare un po’ di tempo per sperimentare le Perle all'Aceto Balsamico di Modena IGP che l’azienda Ferrarini mi aveva chiesto di provare circa 10 giorni fa. Queste piccole e morbide sfere, racchiudono al loro interno il miglior Aceto Balsamico di Modena IGP Ferrarini, frutto di una sapiente cottura dei mosti e della paziente cura durante l'affinamento in botti di rovere.
Conoscevo già questo genere di prodotto e credo che qui sul blog siano già presenti altre ricette arricchite da queste preziose perle dal gusto ricco e persistente; devo però dire che le perle Ferrarini sono davvero ben fatte, sfericamente perfette. Io le ho utilizzate per arricchire delle Pere cotte in vino liquoroso del tipo vermouth farcite con crema di mascarpone e gorgonzola, ma rappresentano un modo originale e innovativo per arricchire e rendere unici diversi tipi di portate, da piatti a base di pesce, risotti, arrosti ed involtini fino ai dessert e alla frutta per i quali risultano essere particolarmente scenografiche.

PERE AL VERMOUTH, GORGONZOLA E MASCARPONE CON PERLE ALL'ACETO BALSAMICO DI MODENA IGP FERRARINI.
INGREDIENTI per 4 persone:
Perle all'aceto balsamico di Modena IGP Ferrarini
2 pere del tipo Abate di medie dimensioni
100 gr di gorgonzola o formaggio erborinato
150 gr di mascarpone
250 ml di vino liquoroso del tipo vermouth
250 ml di acqua naturale
Erba cipollina fresca q.b.
TEMPI DI PREPARAZIONE:
Tempo di lavorazione 15'
Tempo di cottura 10'
Tempo di riposo 20'
PREPARAZIONE:
Pelate le pere, tagliatele in due parti nel senso della lunghezza e privatele del torsolo centrale.
Emulsionate il vino liquoroso con l'acqua e ponete in un tegame dalle dimensioni sufficienti affinché le pere risultino completamente coperte dal liquido; dall'ebollizione lasciate che cuociano per circa 5'.
Dopodiché scolatele e lasciatele raffreddare.
Intanto, amalgamate il gorgonzola al mascarpone e ponete la farcia ottenuta in una sacca da pasticceria munuta di larga bocchetta a stella.
Lasciate la farcia in frigo per circa 10' a refrigerare e nel frattempo tagliuzzate l'erba cipollina finemente.
Solo quando le pere risulteranno ben freddate, farcitele con la farcia al formaggio.
Decorate infine con le perle all'aceto balsamico ed aromatizzate con l'erba cipollina.

*Variante:
Questo antipasto gourmet può esse realizzato anche con le mele. In tal caso optate per una varietà croccante e non friabile.

Un ringraziamento speciale va a Ferrarini per avermi dato l'opportunità di provare le loro perle all'aceto balsamico di Modena IGP e per aver omaggiato i miei lettori di un codice sconto (Sorpresa!) da poter utilizzare sul sito www.ferrarinishop.it: a fronte di un ordine di prodotti Ferrarini, potrete fruire di uno sconto inserendo il codice LE PASSIONI DI ANTONELLA

Al prossimo racconto commestibile,
A.

RISOTTO ALLA RICOTTA, MANDORLE E BASILICO.


Nonostante Io viva in centro, ho la fortuna di stare in una stradina senza uscita, popolata per il 90% da anziani, e spesso se non fosse per le voci di Giada e Christian che giocano in giardino o vanno a zonzo in bicicletta cantando a squarciagola nel tratto di strada che va dal ns cancelletto a quello della proprietà confinate, non si sentirebbe neppure una mosca volare…da quando però il caldo incalzante è arrivato, le cicale rompono ogni silenzio quasi fossimo in campagna e il loro coro mi tiene compagnia quasi tutto il giorno insieme al mio piccolo polmone verde: se mi affaccio dalla finestra il verde è talmente fitto da non consentirmi quasi più di scorgere cosa c’è aldilà della recinzione. 
Gran parte delle aromatiche perenni ormai si sono estese a macchia d’olio ed anche questa Estate abbiamo provveduto a piantare tanto di quel basilico che a volte basta un soffio di vento per inebriare l’aria fronte abitazione tanto che qualche pomeriggio fa, l’anziana vicina passando per strada dopo averne sentito il profumo mi ha bussato al campanello per chiedermene un po’ dando per scontato che quel profumo così intenso fosse presagio di una fitta piantagione…inutile dirvi quanto sia rimasta sorpresa quando entrando ha scorto una frasca di basilico più alta di lei…10' più tardi eravamo sedute nel mio giardinetto di città con una limonata fresca in mano a chiacchierare come due vecchie amiche nonostante i 50 anni di differenza prettamente anagrafica...la fragranza inebriante del basilico fa strane magie a volte!  


Per Christian oggi è stato l'ultimo giorno di asilo, finalmente vacanza anche per Lui, a Settembre andrà in prima e questa Estate sarà tra le più "laboriose" mai vissute per Lui! Un libro dei compiti di preparazione da svolgere ed il materiale didattico da selezionare (pensate si accontenterà di uno zainetto e di un astuccio a caso?...conoscendo il tipino ho qualche dubbio al riguardo!). 
L'asilo oggi ha chiuso alle 13:00, ma i bambini hanno pranzato e fatto festa a scuola...io e Giada a modo nostro abbiamo fatto festa anche noi a pranzo. Ho preparato il Risotto alla Ricotta, Mandorle e Basilico che vedete in foto che a detta della piccola critica gastronomica di casa pare fosse sublime!
Vi lascio alla ricetta, vado a sedermi sulla scalinatina di fuori, mi piace così, stare seduta sui vecchi gradini di marmo malconci dell'ingresso della mia vecchia casetta, con le rose che pervadono la ringhiera e che quasi ostruiscono il passaggio...e poi un buon libro e qualcosa di fresco da bere: se non è vita questa?! D'altronde ognuno ha le sue storie!

Ah dimenticavo, poi Christian tornato dall'asilo alle 13:00, nonostante avesse già pranzato, ha deciso di bissare con il risotto! "Aggiungi un posto a tavola" è una comune ricorrente in questa casa!


Risotto alla Ricotta, Mandorle e Basilico.
INGREDIENTI per 4 persone:
360 gr di Riso tipo Roma
Una manciata abbondante di foglie di basilico fresco
200 gr di Ricotta di bufala
40 gr di Mandorle
1 Cipollotto fresco
120 ml di Vino bianco secco
750 ml di Brodo vegetale caldo
Burro q.b.
Olio e.v.o. q.b.
Sale e Pepe bianco.

Occorrente:
Mixer ad immersione da cucina.
TEMPI DI PREPARAZIONE:
Tempo di lavorazione 15’
Tempo di cottura 18’
PREPARAZIONE:
Pulite ed affettate sottilmente il cipollotto. Ponetelo nel tegame di cottura unitamente ad una noce di burro ed un filo d’olio; lasciate rosolare a fiamma bassa fintanto che diventerà trasparente.
Aggiungete il riso e fatelo tostare per qualche minuto mescolando spesso.
Bagnate poi con il vino bianco, alzate la fiamma e lasciate che l’alcool contenuto nel vino evapori.
Dopodiché bagnate con un mestolo di brodo caldo, e mescolando spesso, rabboccatene dell’altro a mano a mano che tenderà ad assorbirsi.
Mentre il risotto cuoce dedicatevi alla crema di ricotta e basilico; sciacquate ed asciugate con cura il basilico e ponetelo nel bicchiere alto del mixer unitamente alla ricotta, le mandorle ed olio e.v.o. q.b. ad ottenere un’emulsione cremosa e ben amalgamata.
Al termine della cottura del risotto, spostate il tegame dal fuoco e mantecate con la crema di ricotta e basilico.
Lasciate riposare un paio di minuti e servite.

Al prossimo racconto commestibile,
A.


*Cocotte in ghisa e mini ciotola in grès nei colori mist grey di Le Creuset Italia

SEMIFREDDO AL CAFFE' {CON PANNA HOPLA'} PER FESTEGGIARE IL SOLSTIZIO D'ESTATE.


Per il 2017, il Solstizio d’Estate è atteso il 21 giugno alle ore 04.24, in pratica tra circa 13 h. 
Il fenomeno astronomico legato al Solstizio d'Estate è determinato dalla giornata più lunga e soleggiata dell’anno, e rappresentava per i popoli antichi l'inizio di un periodo di benessere, fertilità, e ricchezza. Non a caso in Estate la vegetazione è naturalmente ricca. L’evento però pare fosse legato anche al culto del Sole quale simbolo divino. I Maya ad esempio prestavano particolare importanza al Sole, considerandolo fonte di vita. Per gli Inca invece il Sole rappresentava la divinità Inti, sovrana della Terra. Gli Aztechi, inoltre, credevano che la Stella (il Sole) al centro della Via Lattea rappresentasse un guerriero, pronto a morire ogni sera per risorgere mattino successivo.
Non so quali siano le Vs credenze riguardanti i solstizi, personalmente la mia famiglia di origine non ha mai prestato particolare attenzione a certi avvenimenti, ma siccome mi sono sposata (senza neppure saperlo) nel giorno del Solstizio d'Estate, e credendo che le "casualità" non esistano, ho iniziato poi a dar peso a tale solstizio e ad onorarlo unitamente ai festeggiamenti del mio Anniversario di Matrimonio...tra poche ore saranno 10 anni di fede al dito!

SEMIFREDDO AL CAFFE' {CON PANNA HOPLA'}
Per festeggiare Anniversario di Matrimonio e Solstizio d'Estate Vi offro una coppa virtuale di Semifreddo al Caffè preparato con Panna Hoplà. Non mi dilungo troppo nell'incipit della ricetta, c'è caldo e voglia di accendere il forno per un dessert saltami addosso! Ci siamo capite vero?!...


Semifreddo al caffè {con panna Hoplà}
Ingredienti per 6 semifreddi monoporzione da circa 80 ml cad:
350 ml di panna da montare Hoplà
60 ml di caffè espresso
5 tuorli d’uovo
80 gr di zucchero a velo
100 gr di mascarpone
Fragoline di bosco q.b.
Mirtilli q.b.

Occorrente:
Planetaria o fruste elettriche da cucina.
TEMPI DI PREPARAZIONE:
Tempo di lavorazione 30’
Tempo di riposo 5h
Tempo di cottura 10’
PREPARAZIONE:
Dopo aver preparato il caffè lasciatelo freddare, dopodiché ponetelo in un pentolino a fondo spesso unitamente allo zucchero a velo - mescolate il tutto con un cucchiaio di legno e portate ad ebollizione, solo allora spegnete il fuoco.
A parte, rompete le uova e ponetene i tuorli in una ciotola in pirex o acciaio.
Ponete la ciotola su di un pentolino semi-colmo d’acqua e cuocete i tuorli a bagnomaria frustando di continuo con l’ausilio di una frusta metallica da pasticceria.
Aggiungete a filo il caffè nelle uova continuando a frustare il tutto sino a che avrete ottenuto un composto cremoso.
Versare la crema ottenuta nella ciotola della planetaria o in una ciotola pulita (e fredda) nel caso utilizziate le fruste elettriche.
Montate la crema fino a che risulterà compatta - quando ben solida aggiungete il mascarpone e la panna.
Amalgamate bene il tutto e ponete il composto ottenuto in una sacca da pasticceria munita di bocchetta a stella; porzionate in bicchierini, tazze o coppette da portata, decorate con fragoline di bosco e mirtilli e ponete in freezer per circa 5h prima di servire’.

*Consiglio:
Estraete i semifreddi dal freezer 10’ prima di servirli. Per un tocco in più, guarnite con chicchi di caffè.

Al prossimo racconto commestibile,
A.

**Post in collaborazione con Panna Hoplà

PLUMCAKE ALL’AMIDO DI RISO, CAFFè E RUM {SULLE NOTE DELL'ARPA...}


Non sono un'amante dei Dolci troppo zuccherati, tipo le cassate per intenderci, prediligo dolci più easy. Sono insomma un'amante del "Dolce non Dolce".
Nonostante sia Giugno ci sono ancora certi vezzi ai quali non riesco a rinunciare, tipo accendere il forno per preparare un plumcake per la colazione mia e di Antonio: niente di meglio di un classico intramontabile al caffè, ma con una nota aromatica di rum ad inebriare ed una consistenza friabile ottenuta grazie all'amido di riso.
Mentre scrivo sono le 10:00 circa e non è propriamente ora di colazione, assaporo un pezzetto di plumcake sorseggiando un caffè, il tutto allietato dalle dolci note dell'arpa; Giada ha finito la scuola e la prossima settimana chiuderà anche con le lezioni in conservatorio e così le prime giornate libere di queste Sue vacanze sono scandite ancora una volta dal suono dell'Arpa. Sono così fiera di Lei, ha preso una scelta così impegnativa ad appena 8 anni, anche se continuava a chiedermelo sin dai 6, a poco sono servite le lezioni di pianoforte degli anni precedenti, temevo a farla entrare in conservatorio così piccola, ho cercato mio malgrado di "proteggerla", continuavo ad arrovellarvi, ero convinta di poter temporeggiare con un'insegnate privata di piano e demandare il temuto passo almeno all'inizio delle medie...ma c'è stato poco da fare, quando le passioni sono così forti da non smuoverti neppure dopo 2 anni di depistaggio, capisci che non puoi più frapporti fra Lei e il suo sogno. Ormai il primo anno è trascorso, Lei ha 9 anni ed Io ho passato gran parte dei miei pomeriggi Invernali seduti nel corridoio del conservatorio ad aspettare che terminasse le Sue lezioni, e mi ha stupita, mai un'ombra di cedimento, neppure nelle giornate più dure come i giovedì ad esempio, quando la prendevo a scuola alle 13:00 e mangiava un panino in auto perché per le 13:30 doveva essere in conservatorio. Spesse volte ci siamo ritrovate di lunedì, dopo aver trascorso l'intero pomeriggio in conservatorio, a dover fare i compiti della scuola alle 19:00 di sera...anche in quelle occasioni più estreme, non c'è stato cedimento alcuno da parte sua, prima di andare a letto nonostante tutto mi chiedeva di suonare ancora l'arpa per 10' ed io guardando l'orologio mi rendevo conto che la maggioranza dei bambini a quell'ora era a letto già da un pezzo...ma niente, la passione è più forte di ogni sacrificio ed Io sono pronta a farne insieme a Lei, la strada è così lunga ancora...
Oltre ai vari saggi di rito in conservatorio, quest'Inverno ha preso parte al Suo primo concerto, in Toscana. Qualche sera dopo mi confessò che non era affatto emozionata, e che anzi, aveva capito che sarebbe stato quello che voleva fare per tutta la vita. Non so, seppur abbia dato dimostrazione di grande determinazione, quanto possano essere attendibili le parole di una novenne, so solo che seduta all'Arpa, nonostante sia così piccina paragonata ad uno strumento così possente, riesce a padroneggiarla con una tale grazia che quasi mi convinco che sia davvero nata per questo.


Plumcake all’amido di riso, caffè e rum.
INGREDIENTI per uno stampo da plumcake:
200 gr di farina del tipo 00
75 gr di amido di riso S.Martino
250 gr di zucchero a velo S.Martino
3 uova
130 ml di olio e.v.o. leggero
100 ml di acqua naturale a temperatura ambiente
1/2 fiala di essenza di rum S.Martino
2 tazzine di caffè espresso zuccherato
1 bustina di vanillina S.Martino
1 bustina di lievito per dolci S.Martino
1 pz di sale fine
Burro q.b. per la tortiera.
TEMPI DI PREPARAZIONE/DIFFICOLTA'/COSTO:
Tempo di Lavorazione 20’
Tempo di Cottura 40’
Tempo di Riposo 30’
Diffcoltà Bassa
Costo a Porzione euro 1,00
PREPARAZIONE:
Preriscaldate il forno a 180°C con modalità statica.
Sbattete uova e zucchero con le fruste elettriche fino a rendere il composto spumoso.
Aggiungete l'olio d’oliva, la vanillina, caffè, essenza di rum e acqua ed amalgamate al composto di uova.
Aggiungete la farina e l’amido setacciati con il lievito ed amalgamate bene il tutto.
Imburrate ed infarinate la stampo, versatevi l'impasto e cuocete in forno preriscaldato a 180°C per 45’-50’.
Sfornate e lasciate freddare dapprima per 30’ nella tortiera e poi sformate sul piatto da portata.

Al prossimo racconto commestibile,
A.

*Si ringrazia l'azienda S.Martino per: l'Amido di mais, lo Zucchero a velo, l'Essenza di rum, la Vanillina ed il Lievito per dolci.

GIRELLE DI SALMONE ALL'ERBA CIPOLLINA E AGLIO.


Mi rifaccio viva dopo un mese: "sarà mica questo il modo di trattare certe lettrici affezionate che Ti scrivono per sapere cosa succede?"...questo è quanto mi rindondava nella testa nelle ultime settimane di silenzio. La verità è che Maggio è stato un mese delirante, tra i preparativi per la comunione di Giada, i lavori da finire in giardino, le millanta recite e saggi di fine corso sportivi/musicali/scolastici dei bambini, il lavoro per le riviste da portare comunque avanti, insomma, non ho avuto un momento di tregua per poter pensare di sedermi al Mac e scaricare un po' di stress su queste pagine...e nonostante tra qualche ora ci sia l'ennesima recita ed abbia ancora un vestito da (mini)SisterAct da stirare, ho deciso che era arrivato il momento di staccare la spina per 1 h. Ho preparato queste girelle, che poi sono state il mio pranzo di oggi, e mi sono concessa il lusso di fotografarle con calma, ed è stato bellissimo e super-terapeutico...altro che respirazione zen, datemi una reflex in mano e mi si scioglie la tensione al pari di un massaggio fatto con la crema di fava tonka come va di moda adesso; ma si sa, modaiola non lo sono mai stata e ripiego su svaghi molto meno in voga come concentrarmi in qualche attività creativa piuttosto che in una seduta di spinning...il massimo dello sPINNING che mi concedo è quello fatto sul mio social preferito.
Vi lascio alla ricetta, nonostante le temperature mi tocca stirare!


GIRELLE DI SALMONE ALL'ERBA CIPOLLINA E AGLIO
INGREDIENTI per 16 Girelle:
4 fette sottili di Salmone fresco
70 gr di mollica di Pane raffermo
40 gr di parmigiano grattugiato
1/2 spicchio d'Aglio
10 fili di erba Cipollina
Sale rosa dell'Himalaya q.b.
Pepe bianco q.b.
Burro ed Olio e.v.o q.b.

Occorrente:
Tritatutto o mixer elettrico da cucina.
TEMPI DI PREPARAZIONE:
TEMPO di lavorazione 15'
TEMPO di cottura 5'
TEMPO di riposo 1'
PREPARAZIONE:
Lavate l'erba cipollina ed asciugatela con cura con carta assorbente da cucina.
Mondate l'aglio e cubettate il pane.
Ponete nel tritatutto i quadrotti di pane, l'erba cipollina, il mezzo aglio, il parmigiano, un pizzico di sale ed una macinata di pepe; tritate finemente il tutto sino ad ottenere una panure perfettamente omogenea.
Ponete su di un tagliere ampio, o su di un pianale da lavoro, le fette di salmone e salatele leggermente; disponete su di ciascuna fetta una parte di panure aromatica e pressate leggermente con le dita affinché si "attacchi" alla carne del salmone.
Arrotolate il salmone a mo' di involtino avendo cura di creare un'arrotolatura il più stretta possibile.
Ponete su fuoco un padella antiaderente con un filo d'olio e.v.o unitamente ad una noce di burro; appena quest'ultima risulterà fusa aggiungete gli involtini in padella con la parte della chiusura rivolta a contatto con il fondo della padella.
Lasciate sigillare la chiusura degli involtini per circa 1' a fiamma media, dopodiché abbassate la fiamma e procedete la cottura per ulteriori 4' rigirando con delicatezza di tanto in tanto.
Prelevate dalla padella gli involtini e ponete su di un tagliare lasciando stabilizzare per 1'.
Affettate infine con un coltello affilato a lama liscia eliminando dapprima i terminali e poi suddividendo ogni parte centrale in 4 parti cadauno.

*I terminali di ogni involtino non risulteranno essere delle girelle "perfette", magari utilizzateli per un Vs personale spuntino!
** Piatto quadrato color Cassis e mini ciotole color MistGrey e Cotton di LeCreuset Italia.

Al prossimo racconto commestibile,
A.

ROSE DI PATATE IN SFOGLIA.


Un post scritto in tempi record questo, il più veloce della storia del mio blog! Ho 5' contati prima di scappare a prendere i bambini rispettivamente all'asilo e a scuola e tante altre faccende da sbrigare entro sera, ma non volevo saltare il ns appuntamento del venerdì. 
Vi lascio alla ricetta delle Rose di Patate in Sfoglia, un contorno saporito e sfizioso per impreziosire anche il secondo più semplice.

ROSE DI PATATE IN SFOGLIA.
INGREDIENTI per 6 persone:
1 rotolo di pasta sfoglia rettangolare
6 patate di medio-piccole dimensioni
Rosmarino tritato fine q.b.
Sale e pepe q.b.
Olio evo q.b.
Burro q.b.

Occorrente:
Teglia da muffin
Mandolina affettatrice per verdure
TEMPI DI PREPARAZIONE:
Tempo di Lavorazione 30’
Tempo di Cottura 30’
PREPARAZIONE:
Imburrate i 6 spazi centrali nella teglia.
Pelate le patate e con la mandolina affettatele sottilmente ad uno spessore massimo di 3 mm avendo l’accortezza di separare le sfoglie in 6 mucchietti distinti (1 mucchietto di sfoglie per ogni singola patata).
Srotolate la pasta e con una rotella tagliapasta suddividetela in 6 parti uguali tagliandole dal lato corto.
Prelevando una striscia di pasta alla volta create le rose nel seguente modo: Adagiate le sfoglie di ogni patata su di una striscia di pasta posizionandole leggermente sovrapposte in orizzontale ed insaporite con sale, pepe ed aromi - lasciate libero un bordo di pasta di circa 3 cm che dovrà esser ripiegato poi sulle patate; avvolge la pasta con le relative patate su se stessa a mo’ di involtino ed adagiatela nell’alloggio della teglia.
Nel caso i petali di patate si siano leggermente mossi durante l’operazione di arrotolamento, potete riposizionarli a dovere quando ogni base di sfoglia è ben bloccata nella teglia. Irrorate infine con un filo d’olio e cuocete in forno preriscaldato a 200°C con modalità statica per 30’.
Sfornate e sformate con delicatezza - da servire ben calde.

Il prossimo Venerdì non so se riuscirò a postare, mancano 9 gg. alla Comunione di Giada e le cose ancora da fare sono tantissime; prometto che farò il possibile per non saltare il Ns. consueto appuntamento settimanale.
A.

POLPETTONE DI PESCE IN CROSTA {...E LA STORIA DELLO SCAMBIO DI MERENDE}


Antonio ama i pomodori secchi, il pecorino Toscano semistagionato ed il prosciutto affumicato. Ama le creme da spalmare, quelle ricche e molto saporite. Ama anche il pane tipo ciabatta. Quando tra frigo e dispensa tutte queste leccornie si riuniscono, Lui fa volentieri a meno di fare pausa pranzo con i colleghi al bar e mi chiede di preparagli un super-panino gourmet da portarsi a lavoro.
E' successo che l'altro ieri sera ho preparato un paté di pomodori secchi e formaggi per una rivista e appena Antonio l'ha adocchiato mi ha chiesto se potevo preparargli il solito panino gourmet per il pranzo del giorno dopo:
Ho visto che hai sfornato delle ciabatte...e che hai comprato il pecorino semistagionato ed il prosciutto affumicato...magari domani...
L'ho immediatamente stoppato:
Ho capito...
Ieri mattina il famigerato panino (composto da una maxi ciabatta da 250 gr + un consistente ripieno!) era pronto in bella vista sul bancone della cucina. Di fianco un piccolo panino con la marmellata per la merenda di Giada a scuola.
Onestamente non so come Antonio abbia fatto a scambiare i due pacchetti in quanto le dimensioni erano considerevolmente diverse, fatto sta che la mega ciabatta è finita nello zaino di scuola di Giada ed il panino con la marmellata nella borsa di Antonio.
A scuola, all'ora della merenda, Giada ha aperto il pacchetto del "suo" mega-panino, (all'uscita da scuola mi ha detto: "Mamma, quando l'ho visto ho creduto che fossi impazzita, era più lungo dei libri!") e si è ritrovata davanti il pranzo gourmet del Padre, senza esitazione e senza porsi troppe domande ne ha spezzato 1/4 e lo ha mangiato...il profumo del paté era invitante e così delle amichette di classe si sono avvicinate e Le hanno chiesto cosa stesse mangiando - è finita che in 3, Giada, Raffa e Giulia hanno banchettato di gusto con il panino "sbagliato". 
Alle 12:30 intanto, dall'altra parte della città, un certo Signore apriva deluso il suo pacchetto! Dopo neppure 10 secondi mi squilla il telefono: 
"Ho perso il panino!"...nooo, ma questo è quello di Giada...ho scambiato i panini stamattina nella fretta di portare i bambini a scuola".
All'uscita da scuola Giada era pimpante, mi ha detto: "Mamma, dovresti farlo più spesso, la merenda condivisa con le compagne è proprio bella!"

Mi sa che d'ora innanzi i panini gourmet con pane ciabatta-paté-pecorino semistagionato-prosciutto affumicato, diventeranno più d'uno! 

Inutile che Vi riporti la delusione culinaria di Antonio per il mancato pranzo a modo suo (!), alla fine ha mangiato un piatto di pasta al bar, ma il pensiero era rivolto al panino gourmet!

Polpettone di Pesce in Crosta.
La ricetta di oggi non ha a che fare con un panino, né con un paté, si tratta di un polpettone, ma di pesce e in crosta. E' un ottimo escamotage per proporre il pesce ai bambini, non so i Vs Figli, ma i miei proprio non lo gradiscono. Mi sono munita dunque di coltellino ed ho disegnato sulla pasta dei pesciolini, il risultato è andato oltre le aspettative - è talmente buono che è piaciuto anche ai grandi!.

POLPETTONE DI PESCE IN CROSTA.
INGREDIENTI per 6 persone:
500 gr di filetti di platessa
200 gr di pane casereccio raffermo
1 uovo + 1 tuorlo
80 gr di grana padano grattugiato
Abbondante prezzemolo tritato
1 spicchio d’aglio tritato
1 rotolo di pasta sfoglia rettangolare
Latte q.b.
Sale, pepe e noce moscata q.b.

Occorrente:
Tritacarne.
TEMPI DI PREPARAZIONE:
Tempo di lavorazione 30’
Tempo di riposo 30’
Tempo di cottura 45’
PREPARAZIONE:
Riducete il pane in dadolata e ponetelo in ammollo nel latte.
Intanto passate al tritacarne i filetti di platessa - noterete che la pelle del pesce si separerà spontaneamente dalla carne in fase di tritaggio.
Strizzate il pane ed impastatelo con il pesce, 1 uovo intero, il prezzemolo tritato, il grana grattugiato, l’aglio tritato, sale e pepe.
Preriscaldate il forno a 200°C con modalità ventilata.
Date all’impasto la forma di un polpettone e fasciatelo con la pasta sfoglia premendo accuratamente sulle giunture di chiusura affinché non si aprano.
Utilizzate i ritagli di pasta per decorare la superficie del polpettone - utilizzate come collante un mix di tuorlo d’uovo e latte; ri-utilizzate lo stesso mix per spennellare l’intera superficie del polpettone.
Cuocete per 40-45'.
Attendete 15' prima di affettare affinché sfoglia e ripieno si assestino.

*Consiglio:
Praticate un paio di forellini a lato della pasta affinché l’umidà che si creerà all'interno della sfoglia possa fuoriuscire evitando il rigonfiamento della pasta.

Il mio giardinetto di città è zeppo di boccioli di rose, stanno sbocciando tutte e sono stupende...

Buon ponte del Primo Maggio!
A.

RISOTTO ALLE CAROTE NERE, PECORINO E CORIANDOLO


In origine la Carota era Viola.

So che un inizio del genere può assomigliare più a quello della Bibbia (!passatemela Vi prego!) e non a quello di un blog-post di cucina, ma non ho resistito!
In realtà però, non vuole essere un inizio post ad effetto, perché di effetti speciali ce ne sono ben pochi visto che realmente le carote in principio erano viola e se ha testimonianza già nell'antico Egitto. E' ben noto che gli Olandesi nel 1720 crearono la carota arancione (colore che detesto tra l'altro - per quanto la cosa possa interessarVi!) per omaggiare la famiglia degli Orange-Nassau e così via via nel tempo, il bel colore violaceo fece spazio nella stragrande maggioranza della produzione mondiale ad un arancio...ditemi Voi se non è un insulto alla bellezza questo!
Seppur il colore interno di queste magnifiche carote sia viola, il loro nome viene dettato dal colore della scorza esterna, Vi presento Sua Maestà la Carota Nera.


Risotto alle Carote Nere, Pecorino e Coriandolo.

Io ho utilizzato le carote nere per farci un risotto, il cuore viola ha tinto il riso rendendolo davvero scenografico da servire in tavola. Questo risotto però non è soltanto bello, Vi assicuro che è anche molto buono. Ho dato risalto alle carote nere con pecorino sardo stagionato e coriandolo - un mix di sapori niente male...provare per credere!


Risotto alle Carote Nere, Pecorino e Coriandolo.
INGREDIENTI per 4 persone:
360 gr di riso ribe
6 carote nere
700 ml di brodo vegetale caldo
1 scalogno
100 gr di pecorino sardi stagionato grattugiato
Coriandolo fresco q.b.
Sale e pepe bianco q.b.
Olio evo e burro q.b.
TEMPI DI PREPARAZIONE:
Tempo di lavorazione 20’
Tempo di cottura 25’
PREPARAZIONE:
Private le carote del torsolo coriaceo e pelatele con un pelapatate; dopodiché affettatele sottilmente - possibilmente con una mandolina ben affilata.
Tritate finemente lo scalogno ed il coriandolo.
Riscaldate intanto il brodo.
Ponete in un tegame un filo d’olio, lo scalogno e le carote.
Lasciate appassire per pochi minuti a fiamma bassa mescolando spesso affinché lo scalogno non brunisca - se necessario bagnate con un goccio di brodo caldo.
Aggiungete poi il riso, lasciatelo insaporire nelle carote per qualche minuto.
Bagnate il tutto con il brodo caldo e lasciate cuocere per assorbimento del liquido in circa 15’.
A termine cottura, solo se necessario, salate e pepate.
Spostate il tegame dal fuoco e mantecate con una noce di burro ed il pecorino.
Finite con il coriandolo tritato fine.
Servite subito ben caldo.

Buon fine settimana lungo a Tutti, il ponte del 25 Aprile è alle porte.
Al prossimo racconto commestibile,
A.

** Peonie e Lillà del mio giardinetto di città {#lanaturanonhalimitieconfini #viveregreenancheincittà}

VICTORIA SPONGE CAKE ALLA CHANTILLY E CREMA PASTICCERA {BUONA PASQUA 2017}


La Pasqua è alle porte e come ogni anno eccomi qui a postare la ricetta di una Torta-Regalo per Voi lettori. E' diventata ormai una tradizione consolidata e come tutte le tradizioni va mantenuta e perpetrata...quest'anno in realtà ho voluto proporVi una ricetta non Pasquale, o meglio, una di quelle Cake farcite che vanno bene per tutte le ricorrenze e tutte le stagioni, la nota distintiva può essere la decorazione in fiori freschi da declinare in mille varianti di stagione in stagione, unico appunto: utilizzate sempre fiori non trattati. Le mie Peonie ad esempio sono a km 0, arrivano direttamente dal mio giardinetto!

VICTORIA SPONGE CAKE.
Adoro la Sponge Cake, spugnosa e dal sapore neutro, perfetta per esser farcita. L'altro giorno mi sono ritrovata a pensare che nonostante sia una delle basi che più adopero per le torte farcite, non l'ho mai postata sul blog - ed eccomi qui a rimediare!
Questa torta si differenzia dal classico PanDiSpagna per la generosa dose di burro che contiene e viene chiamata anche Victoria Sandwich perché pare fosse la merenda preferita di Quenn Victoria che amava degustarla tutti i pomeriggi per il rito del tea time delle cinque servita a mo' di sandwich: 2 dischi di sponge cake farciti nel mezzo con panna o crema al formaggio e fragole fresche. 

Victoria Sponge Cake alla Chantilly e Crema Pasticcera
INGREDIENTI per la base della Victoria Sponge Cake da cm 22 di diametro:
4 Uova medie a temperatura ambiente
225 gr di Farina 00
225 gr di Zucchero semolato fine
2 cucchiaini di Estratto di Vaniglia
10 gr di Lievito vanigliato per dolci

Per la crema pasticcera classica:
6 Tuorli d’Uovo
60 gr di Frumina
130 gr di Zucchero semolato fine
600 ml di Latte fresco intero
Semi di un baccello di Vaniglia

Per la Crema Chantilly:
500 ml di Crema di latte fresca
25 gr di Zucchero a velo
50 gr di Crema pasticcera classica (prelevata dalla preparazione sopra descritta)

Per la decorazione finale:
Mini Bignè glassati (facoltativi)
Fiori freschi non trattati (facoltativi)
TEMPI DI PREPARAZIONE:
Tempo di lavorazione 1h
Tempo di cottura 40’
Tempo di riposo 1h
PREPARAZIONE della Victoria SpongeCake:
Sbattete il burro con lo zucchero sino ad ottenere un composto bianco e spumoso/cremoso.
Incorporate poi le uova, una per volta - avendo l’accortezza di aggiungere l’uovo successivo solo quando il precedente è ben inglobato al composto di burro e zucchero.
Aggiungete poi l’estratto di vaniglia.
Setacciate insieme la farina con il lievito ed incorporate le polveri alla massa di uova lavorando il tutto con delicatezza (con una spatola) senza smontare il composto.
Quando il tutto risulterà ben amalgamato versate il composto in 3 tortiere possibilmente in silicone (altrimenti potrete optare per la classiche tortiere in alluminio uso e getta preventivamente imburrate ed infarinate) del diametro di 22 cm di diametro ed infornate in forno statico preriscaldato a 180° per circa 20’.
Praticate la prova dello stecchino prima di sfornare.
Sfornate e lasciate intiepidire, dopodiché sformate su di una gratella da pasticceria e lasciate freddare completamente.

Preparazione della Crema Pasticcera classica:
Incidete il baccello di vaniglia nel senso della lunghezza e ponetelo in un pentolino con il latte lasciando sobbollire il tutto per 5’ a fiamma bassa.
In una terrina montate i tuorli con lo zucchero.
Incorporate poi ai tuorli la farina setacciata.
Prelevate il baccello di vaniglia dall’infusione nel latte.
Versate ora il latte a filo nel composto di tuorli mescolando prontamente.
Trasferite subito il composto in un pentolino e cuocete la crema a fiamma bassa mescolando di continuo con una frusta da pasticceria affinché non si creino grumi.
Cuocete sino ad addensamento.
Spostare la crema pasticcera dal fuoco, travasarla in un contenitore pulito e cospargerla co zucchero semolato affinché durante il processo di raffreddamento non crei la crostini in superficie.
Lasciate freddare completamente.

Preparazione della Crema Chantilly:
Nella ciotola di una planetaria dotata di fruste versate la Crema di Latte fresca freddissima di frigo insieme allo zucchero a velo setacciato e ai semi del baccello di vaniglia; montate a velocità media.
Quando risulterà ben montata, aggiungete 50 gr di crema pasticcera (ben fredda) prelevata da quella precedentemente realizzata.
Amalgamate il tutto con estrema delicatezza aiutandovi con una spatola e facendo attenzione che la panna non smonti.
Ponete il composto in una o più sacche da pasticceria munite di bocchetta e lasciate freddare in frigo per circa 20’ prima dell’utilizzo.

Assemblaggio della torta:
Posizionate il primo disco di spongecake su di una alzata da portata e farcitela con 1/3 della crema pasticcera; farcite allo stesso modo gli altri due dischi di spongecake finendo l’ultimo strato con la crema pasticcera in superficie.
Prelevate la crema chantilly dal frigo ed utilizzatela per rivestire completamente la torta - sia superficie che bordo perimetrale - secondo la Vs fantasia utilizzando bocchette a stella o lisce a seconda del Vs gusto decorativo personale.
Decorate infine con i mini bignè glassati (facoltativo) e ponete la torta in frigorifero per almeno 1h prima di servire.
Prima di servire, decorate a piacere con fiori di stagione “non trattati”.

Che sia una Pasqua proprio come la desiderate.
Al prossimo racconto commestibile,
A.



*Alzata, Coltello e Posatine Torta di Pavonidea ♡