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INSALATA DI PASTA MEDITERRANEA

Come preparare l’insalata di pasta mediterranea
L’insalata di pasta mediterranea è senza dubbio uno dei piatti più rappresentativi, gustosi e amati della dieta mediterranea. 
Trattasi della ricetta ideale per un pranzo completo, e non solo d’estate, ma in qualsiasi stagione, grazie alla sua versatilità. 
Questa ricetta è l’ideale per un pasto leggero, salutare e molto pratico da portare dappertutto, anche in ufficio!
Tante ricette colorate e salutari come queste, inspirate alla tradizione genuina della dieta mediterranea, possono essere consultate sul sito dietagratis.com assieme a tanti consigli per mangiare bene e per rimanere in forma!

Insalata di pasta mediterranea
Gli ingredienti:
Uno degli aspetti più piacevoli di questa ricetta è senza dubbio la sua adattabilità: può essere infatti arricchita e cambiata anche a seconda degli ingredienti che abbiamo in casa - è di facile preparazione e può essere conservata senza problemi in frigorifero.
Vediamo adesso gli ingredienti necessari per preparare l’insalata di pasta mediterranea.
Per 4 persone:
380 grammi di pasta,
250 grammi di pomodorini ciliegino,
200 grammi di tonno sott’olio,
1 mozzarella di bufala o vaccina da 200 grammi,
Olive nere (o verdi, come si preferisce) denocciolate,
1 pizzico di sale,
Pepe q.b.
Olio extravergine d’oliva q.b.
Una manciata di foglie di basilico ben lavate.

Per quanto concerne i tempi di preparazione, questa pasta è abbastanza veloce da fare: la cottura impiega solo sette minuti, la preparazione complessiva del piatto una decina di minuti.
E’ quindi un ottimo piatto “salva pranzo” quando avete i minuti contati!

Come si cucina l’insalata di pasta
Per preparare l’insalata, innanzitutto predisponete il necessario per cuocere la pasta: portate ad ebollizione l’acqua, salatela e quindi calatevi la pasta.
A questo punto lavate i pomodorini, e tagliateli in piccoli pezzi. Tagliate anche le olive a rondelle, e la mozzarella a cubetti lasciando scolare l’eventuale eccesso di siero.
In una ciotola ponete il tonno insieme all’olio, sgranatelo con una forchetta affinché si riduca in piccoli pezzi.
Nella ciotola dove avete sgranato il tonno, aggiungete anche i pomodorini tagliati, il basilico spezzettato e mescolate con delicatezza.
Scolate la pasta ben al dente affinché non scuocia e meglio si amalgami con i sapori dell’insalata di pasta mediterranea. Una volta scolata la pasta ponetela nella ciotola con i pomodori, tonno e basilico. Aggiungete al tutto anche le olive nere e la mozzarella. A questo punto mescolate con delicatezza, aggiungete un po' di pepe, di sale ed un goccio di olio extra vergine di oliva a piacere.
Prima di portare in tavola l’insalata di pasta, lasciatela riposare mezz’oretta in modo che tutti i sapori possano ben amalgamarsi.

Come conservare correttamente l’insalata di pasta mediterranea
L’insalata di pasta mediterranea è, come abbiamo detto, una ricetta molto facile e molto veloce per un pasto leggero.
Può essere conservata in una ciotola sigillata ermeticamente per due o tre giorni al massimo, in frigorifero. Vi consiglio però, se avete preparato l’insalata di pasta per consumarla magari il giorno seguente al lavoro, di evitare di mettervi i pomodori che tendono ad inacidirsi: aggiungeteli al piatto quando vi appresterete a gustarlo.

Alla prossima,
A.

SEMIFREDDO ALLE MANDORLE


Il semifreddo alle mandorle è un dolce molto amato della tradizione siciliana, un dessert semplice da preparare ma dal gusto speciale. Per questo motivo il semifreddo alle mandorle è un dolce perfetto per chi vuole fare una bella figura anche senza aver troppa esperienza in cucina; si tratta di un dolce ideale per una calda giornata estiva, ma in realtà è apprezzato tutto l’anno. 

Morbido, fresco e croccante, il semifreddo alle mandorle può essere preparato con qualche semplice mossa ed è quindi ideale anche per chi non ha molto tempo da dedicare ai dolci. 

Vediamo quindi come preparare un perfetto semifreddo alle mandorle come tradizione siciliana insegna.

SEMIFREDDO ALLE MANDORLE
Ingredienti del semifreddo alle mandorle
Partiamo innanzitutto con gli ingredienti di questo dolce: per fare un semifreddo per 8 persone, vi serviranno 7 uova, 450 grammi di zucchero, 750 ml di panna da montare, 150 grammi di zucchero a velo vanigliato, 300 grammi di mandorle, 50 ml di liquore alla crema di cacao e per concludere una goccia di essenza alle mandorle amare (facoltativo, dipende dal gusto che volete ottenere). Potete anche aggiungere o togliere alcuni ingredienti a seconda della vostra esperienza oppure dei vostri gusti personali. Le proprietà e i benefici delle mandorle possono stupire chi non ne fa utilizzo in cucina.
Preparare il semifreddo alle mandorle
Procuratevi innanzitutto una ciotola ampia, mettetevi dell’acqua e le mandorle in ammollo al fine di lasciarle ammorbidire appena. Scolate le mandorle una volta raggiunta la consistenza ideale, mettetele in una pentola antiaderente, versatevi dello zucchero semolato e fatele caramellare a fuoco basso: attenzione a non farle bruciare. Dopo di che mettete le mandorle sul piano di marmo o sulla carta da forno a lasciatele raffreddare a temperatura ambiente.
Una volta che le mandorle saranno raffreddate, tritatele (senza però polverizzarle) e aggiungetevi qualche goccia di liquore e dell’essenza alle mandorle se l’avete inclusa negli ingredienti. Montate i tuorli delle uova con dello zucchero e aggiungetevi gli albumi montati, zucchero a velo e panna montata. Mescolate sempre dal basso verso l’alto con molta delicatezza.

Come terminare il semifreddo alle mandorle
Aggiungete le mandorle al composto di tuorli e di albumi, mescolate con molta delicatezza. A questo punto dovrete versare l’impasto in uno stampo, va bene quello classico a cassetta oppure un’altro che preferite di più. Foderate lo stampo che avete scelto con della pellicola trasparente per facilitare poi l’estrazione. Travasatevi la crema e ponete il dolce in freezer per almeno 24 ore prima di servirlo. Una volta estratto dal freezer, appoggiatelo su un vassoio da portata e servitelo ai vostri ospiti già tagliato a fette.

Potete guarnirlo come la Vostra fantasia vi suggerisce, per esempio aggiungendo cioccolato fuso, o delle foglie di menta, o ancora delle mandorle spezzettate. Su benesserenergia.it potete trovare tante altre ricette golose e semplici per i vostri dolci e non solo, perfette per allietare un giorno qualsiasi della settimana o un’occasione di festa in famiglia o con gli amici.

A.

ZUPPA DI SCALOGNI AL PECORINO TOSCANO.


Se ripenso a 15 anni fa e a quelli che erano i miei gusti dell'epoca, posso dire con certezza che non avrei mai mangiato nulla del genere, non sia mai, cipolle? Mon Dieu!
Oggi sono il contrario di quella che ero 15 anni fa, adoro tutto ciò che all'epoca detestavo, cipolle - e scalogni in questo caso - inclusi!

I bambini hanno ripreso la scuola. L'Estate ormai sembra già lontana per i ritmi incalzanti ripresi a pieno regime. La mattina sveglia alle 6:10 se vogliamo essere puntuali pur rispettando le Ns abitudini, colazione insieme seduti a tavola in primis. E così si arriva a sera davvero "cotti" e una pietanza calda e confortante è quanto di più godurioso ci si possa concedere: una zuppa, magari di scalogni con pane croccante e pecorino toscano è ciò che fa al caso Nostro... 


Zuppa di scalogni al pecorino Toscano
INGREDIENTI per 4/6 persone
950 g di scalogni affettati finemente
900 g di brodo caldo di carne o pollo
125 g di pecorino Toscano semi-stagionato grattugiato
50 gr di burro
50 gr di farina
6 grosse fette di pane casereccio spesse circa 2 cm
1 cucchiaio di olio extra vergine d’olive
1 spicchio d’aglio
Sale fino q.b
TEMPI DI PREPARAZIONE
Tempo di Lavorazione 30’
Tempo di Cottura 90'
PREPARAZIONE:
Ponete il burro e l'olio in un'ampia casseruola e lasciate fondere.
Quando fuso aggiungete le cipolle e 2 cucchiaini rasi di sale, mescolate accuratamente.
Cuocete a fiamma bassa e senza coperchio per 30'.
Cospargete gli scalogni di farina setacciata e mescolate energicamente per qualche minuto affinchè non si creino grumi.
Versate 1 o 2 mestoli di brodo caldo sugli scalogni, mescolate ed aggiungete il brodo restante.
Fate sobbollire semicoperto a fiamma medio-bassa per ulteriori 20-30'.
Al termine salate secondo il Vs gusto.
Nel frattempo preriscaldate il forno a 160°C con modalità statica e tostate il pane per 15'.
Estraetelo dal forno e strofinatelo leggermente con l'aglio.
Riponetelo in forno per ulteriori 8’.
Porzionate la zuppa in cocotte (le mie sono queste di LeCreuset), disponetevi sopra il pane e guarnite con il pecorino.
Fate cuocere nel forno ancora caldo a 160°C per 15' o sin quando si sarà sciolto il formaggio.
Servite subito.

Al prossimo racconto commestibile,
A.

*Ciotole da zuppa color ciliegia in grès di LeCreuset Italia

5 REGOLE DA SEGUIRE PER UNA MISE EN PLACE PERFETTA {LPDA for DALANI.IT}


Il Buon Cibo è un richiamo per tutti i sensi, non solo quelli gustativi, ma sempre più spesso anche quelli visivi: l'occhio vuole la sua parte. Lo abbiamo sentito dire così tante volte che quasi è diventato un luogo comune, ma mai scontato
Un buon piatto servito male è effettivamente penalizzante - sia per lo chef che lo ha preparato, sia per la padrona di casa più attenta, sia al ristorante tanto quanto a casa. Tutto, dall'impiattamento alla mise en place deve essere curato affinché i sensi vengano appagati il più possibile e affinché l'esperienza gustativa sia un momento di piacere senza eguali.
Immaginate una tavola sulla quale verranno serviti piatti prelibati, ma apparecchiata alla rinfusa, sulla quale mancano posate e bicchieri a sufficienza: non trovate sia l'epilogo di una ricetta disastrosa? Insomma è l'equivalente di una Signora che magari presta particolare attenzione al proprio look senza di base prestarne altrettanta alla propria igiene...sono stata abbastanza chiara vero?! Concordate con me che i due aspetti debbano correre sullo stesso binario?
Assodato questo, adesso immaginate un'altra tavola, ma apparecchiata con cura, alla quale Familiari e o Amici, in un'atmosfera conviviale e rilassata possano godersi il Vs buon cibo, preparato con Passione e per il quale avrete investito tempo e fatica ai fornelli. Ora Vi chiedo: a tal visione provate subito vero una sensazione di Piacere? Trovate dunque che questa seconda visione sia la Vs ricetta per il successo?!
Insomma, con una tavola ben organizzata nonché curata, non solo proverete tanta soddisfazione, ma sarete anche ripagate visivamente (ed umanamente) degli sforzi fatti in cucina, e che abbiate preparato un vassoio di salumi o un arrosto "poco conta", se la tavola è ben apparecchiata anche un Panino sembrerà più buono!
Vediamo dunque insieme quali sono le 5 Regole da seguire per una mise en place perfetta che dia Onore ai Vs piatti unitamente a spunti di accessori per la tavola che potrete trovare su Dalani.it

Le "Regole" che seguono (Vi prego passatemi il termine "Regola"! Va da se che ognuno secondo la propria indole e personalità può decidere di accoglierle o mono, seguirle in parte o rielaborarle, oppure può farle sue per sempre) sono applicabili a qualsiasi sia la corrente stilistica che più amate. Che siate amanti dei mood retrò ed eleganti come me o che prediligiate delle linee contemporanee, il filrouge della Vs tavola deve essere quello dell'Ordine e dell'Armonia






1. Il giusto numero di Stoviglie.
Una tavola ben apparecchiata è sicuramente una tavola Funzionale e ben studiata a monte. Predisporre il giusto numero di posate e bicchieri Vi consentirà di non alzarvi da tavola più e più volte per assecondare le richieste dei Vs commensali. AssicurateVi dunque di averne a sufficienza. Nella Campagna Dalani for Bitossi Home troverete tutto quello che fa al caso Vs. 








1/A. Le Posate
Fatta eccezione per il cucchiaino o forchettina da dessert che arriveranno a tavola direttamente sul piattino del dolce (il cucchiaino da dessert è bandito ormai da anni dall'esser apparecchiato in alto al di sopra del sottopiatto, oggi lo si fa solo per comodità negli affollati alberghi da villeggiatura), le restanti posate che ci occorreranno per il pasto saranno previste ed apparecchiate a monte. E dunque prevedete il giusto numero di posate a seconda del numero di portate che servirete, se ci sarà una portata principale + un secondo piatto disporrete 2 forchette, se ci sarà un antipasto anche una terza: le forchette andranno poste rigorosamente a sinistra del piatto, sulla destra il coltello con la lama rivolta verso il piatto. Se il pasto prevede l'uso di un cucchiaio lo disporrete di fianco al coltello.

1/B. I Bicchieri
Anche per i bicchieri vale la stessa regola delle posate. Se servirete del vino avrete la premura di apparecchiare anche un bicchiere apposito oltre a quello per l'acqua: in direzione della punta del coltello collocherete il bicchiere del vino, seguito verso il centro da quello per l’acqua.




2. Formale o informale, il Tavagliolo.
Secondo il galateo il Tovagliolo andrebbe posto alla sinistra del commensale, subito dopo le forchette, ma nel caso in cui lo spazio vitale del commensale sia veramente ridotto - ipotizziamo una grande tavolata alla quale ogni posto tavola ha uno spazio ridotto a meno di 60cm - si può anche decidere di porlo davanti al commensale, adagiato nel piatto, piegato elegantemente a metà (stirato con piega o senza. Sono bandite "sculture" del tipo cigni o affini! La semplicità paga sempre e dunque ci limiteremo a piegarlo a metà, al massimo arricchendolo con un segnaposto o ancor meglio con un cadeaux per i Ns ospiti qualora si tratti di una cena o un pranzo di ricorrenza; un piccolo cadeaux come un fiore per le Signore sarà preludio di un evento memorabile!)

I materiali del tovagliolo.
Di base è buona norma utilizzare tovaglioli in tessuto che ben si sposino al Table-setting scelto. In alcuni casi però, per un pasto informale e veloce ad esempio, oppure per una grigliata in giardino o in terrazzo, o ancora per una colazione espressa o una merenda tra bambini, potremmo tranquillamente optare per quelli in carta purché ben si contestualizzino con l'apparecchiatura.

Il lusso delle piccole cose.
Apparecchio la tavola con cura sempre. Che sia solo per me e debba mangiare un panino o un'insalata al volo o si tratti della merenda per i bambini. 
Dal lunedì al giovedì, di sera mi anticipo apparecchiando la tavola per la colazione del giorno dopo. Lo faccio utilizzando i tovaglioli di carta, ma li coordino alle tovagliette e alle tazze. Mi concedo però un bicchiere in vetro o ceramica per i succhi o l'acqua "bilanciando" la  scelta del tovagliolo in carta.




3. Tovaglia, runner o altro? Dipende...
La scelta della tovaglia, del runner, delle tovagliette (come queste di Bitossi ad esempio) o della tavola nuda dipende dal tipo di occasione che ci apprestiamo ad organizzare. Va da sé che per la tavola di Natale sfoggeremo la Ns miglior tovaglia, mentre per la merenda di tutti i giorni dei bambini basteranno semplici tovagliette.
E' in voga, soprattutto oltreoceano, la tavola completamente nuda. Trovo che stilisticamente  - qualora si disponga di un tavolo con un piano gradevole esteticamente - possa essere molto "cool" apparecchiare direttamente sul pianale. 



A proposito di Tavola nuda...
Personalmente non amo sedermi ad un tavola completamente nuda. Sotto questo aspetto la mia indole Europea viene fuori con prepotenza! Nonostante in sala disponga di un antico tavolo con pianale in marmo, suggestivo a vedersi, l'idea di appoggiare il sottopiatto direttamente sul marmo proprio non mi garba. Ho però provato ad utilizzare dei tovaglioli ancor più piccoli di una classica tovaglietta all'americana oppure dei sottopiatto tondi in tessuto da circa 30-35 cm di diametro. La tavola seppur quasi completamente nuda ha subìto l'effetto desiderato ed ogni scetticismo è stato accantonato.



4. La Decorazione.
Tema spinoso quello della decorazione della Tavola. Di base bisognerebbe attenersi a semplici dettagli che regalino un tocco di eleganza senza strafare. In linea di massima uno o più centrotavola non eccessivamente alti - affinché i commensali possano guardarsi vicendevolmente negli occhi - e al massimo un segnaposto sono più che sufficienti. Di sera candele accese e l'atmosfera cambia subito. 
Non sono un'amante delle decorazioni eccessive, avete presente la sabbia e le conchiglie sparse qua e la sulla tovaglia? Ecco, trovo non sia il massimo ritrovarsi con la sabbia nel piatto solo perché il tema della serata è il Mare! 





I semplici dettagli che fanno la differenza.
Sono solita tenere anche una singola candela accesa al centro della tavola sempre, a tutte le cene, anche informali, anche se i bambini mi hanno chiesto di mangiar la pizza! Inoltre che sia una colazione fatta in 2 minuti o un pranzo al volo, sulla mia tavola c'è sempre anche solo 1 semplice fiore riposto in una piccola bottiglietta o vasetto. La Tavola prende subito "anima".







5. La "Regola" più importante.
Semplicità.
Non da meno lasciate che il protagonista indiscusso del Vs Table-setting sia ciò che avete nel piatto.





E sul tanto discusso bon-ton a tavola: siate Voi stessi.
Al prossimo racconto commestibile,
A.

*Post in collaborazione con Dalani.it

GUERRA APERTA AGLI ZUCCHERI PER UN CONSUMO PIU' CONSAPEVOLE.

L’American Heart Association ha deciso di mettere al bando gli zuccheri per tutti i bambini fino ai 2 anni di età per cercare di stroncare sul nascere il rischio di obesità e invitare i più piccoli a un alimentazione più consapevole.

Un consumo elevato di alimenti confezionati e bibite gassate contenenti una grande quantità di zuccheri aggiunti, infatti, non fa altro che abituare il gusto a sapori eccessivamente dolci, allontanando dalla propria dieta cibi più sani come la frutta.

Se si misurasse con dei rifrattometri specifici la quantità di zuccheri contenuta in un frutto si noterebbe che gli indici Brix non solo indicano la presenza di zucchero (maggiore o minore in base al frutto), ma anche quella di altre sostanze essenziali per la buona salute come sali minerali, vitamine e calcio, di cui invece sono pressoché privi merendine e altri cibi-spazzatura.

E sempre in tema di zuccheri non sembra ancora del tutto risolta la diatriba tra zucchero grezzo e zucchero bianco. Esiste davvero un tipo di zucchero più dannoso dell’altro? In realtà sembrerebbe di no.

Entrambe le tipologie di zucchero infatti contengono la molecola del saccarosio: a renderli diversi è la sola presenza in quello grezzo della melassa. Alcuni potrebbero obiettare che la melassa contiene vitamine e potassio, sostanze molto utili all’organismo per restare in forma; tuttavia, la quantità in cui sono presenti questi elementi è così ridotta, che un normale consumo di zucchero grezzo non apporterà mai concreti benefici alla nostra salute.
In altre parole da un punto di vista nutrizionale è impossibile avvertire una reale differenza tra zucchero bruno e zucchero bianco.

Anche il colore non è certo un indicatore di maggiore o minore salubrità. Il saccarosio puro è già bianco per natura; i processi a cui viene sottoposto lo zucchero di canna o quello estratto dalla barbabietola da zucchero prima di essere commercializzato hanno come scopo solo quello di eliminare le impurità presenti nella melassa.

Al saccarosio estratto dalla canna viene inoltre effettuata un’ulteriore purificazione con idrossido di calcio e carbone attivo, ma a lavorazione finita non esiste più alcuna traccia di queste sostanze. Lo zucchero ricavato dalla barbabietola da zucchero, invece, subisce anche un trattamento a base di diossido di zolfo, i cui residui però permangono in quantità così basse da non influire in alcun modo sulla sua sua qualità.

La scelta dello zucchero si rivela essere dunque una semplice questione di gusto; l’importante è moderarne il consumo e inserirlo all’interno di una dieta sana ed equilibrata.


Alla prossima,
A.



*Articolo scritto in collaborazione con Emme 3
**Ph @AntonellaManfredi - Copyright ©Antonella Manfredi - Tutti i diritti riservati.

BOCCONCINI DI PESCE SPADA CON UVA E CAPRINO {#SEGUILESTAGIONISETTEMBRE}


A Settembre, o comunque al rientro dalle ferie estive, vengo puntualmente ogni anno investita dalla voglia di rivoluzionarmi. Il mio nuovo inizio è sempre stato in Settembre più che in Gennaio. Il tornare alla "normalità", un tempo la scuola, poi dopo il lavoro, non mi ha mai messo tristezza, come invece capita alla stragrande maggioranza di percorse che ho incontrato negli ultimi giorni, anzi trovo quasi stimolante trovare un nuovo progetto (o più di uno nel 99% dei casi!) al quale dedicarmi.

Lavori in corso...eh Natale?!
L'obiettivo principale di questo rientro è sicuramente quello di terminare vari lavoretti interni alla casa nuova nella quale ci siamo trasferiti ormai da 18 mesi. Voglio inoltre rivoluzionare il mio piccolo studio, voglio che sia ancora più accogliente, in vista del nuovo Autunno/Inverno voglio assolutamente collocarvi un divanetto di fianco alla libreria, lo vorrei confortevole e con tanti cuscini, sul quale potermi rilassare mentre faccio "ricerca" e studio i menù da proporre su Vivere Country e Cucina Semplice. Ho mille idee che mi frullano per la testa riguardo alla casa, per Natale voglio che tutto sia in ordine...dite che corro troppo? C'è gente ancora al mare ed Io già penso al Natale!...intanto però mi godo ciò che resta di questa Estate e Vi propongo la prima ricetta del "rientro",  nonché la ricetta di questo mese per #seguilestagioni di Settembre.

Bocconcini di Pesce spada con Uva e Caprino aromatico
INGREDIENTI per 4 persone:
16 Fette di Carpaccio di Pesce spada
16 Chicchi d’Uva bianca senza semi
150 gr di Caprino
Abbondante Timo limonato
Olio evo, Sale nero e Pepe rosa q.b.

Occorrente:
Stecchini in legno
TEMPI DI PREPARAZIONE:
Tempo di lavorazione 10-15'
PREPARAZIONE:
Spennellate le fette di Pesce Spada con olio evo e conditele con sale nero e pepe rosa.
Posizionate al centro un chicco d’uva ed arrotolatele con garbo affinché si crei un bocconcino di gradevole aspetto.
Tenete fermi i bocconcini con uno stecchino in legno.
Sfogliate il timo e lavoratelo con il caprino ed un po’ di pepe; inserite la crema in una sacca da pasticceria munita di bocchetta a stella.
Decorate ogni bocconcino con un ciuffetto di crema di caprino ed altro timo limonato sfogliato.

*Consiglio:
Potete sostituire il carpaccio di Pesce Spada con fette sottili di Salmone o Tonno affumicato se gradite.


Questa è la "lista della spesa" di  Settembre e queste sotto le blogger che insieme a me hanno sposato la causa, Noi amiamo rispettare il reale ciclo della stagionalità di frutta e verdura:

Ultimissime dal forno – Anna
La mia casa nel vento - Mariuccia
Pensieri e pasticci - Simona
S&V a colazione – Veronica
Sento i pollici che prudono – Adrialisa
GiardiNote – Chiara
Due bionde in cucina – Sabina
Vita da fata ignorante – Silvia
La gallina Rosita – Lucia
Alisa Design, Sew and shabby chic – Annalisa
Lismary’s cottage – Lisa
Coccola Time – Enrica
Coscina di pollo – Susy


Potete trovare #seguilestagioni anche su fb con una pagina dedicata, o su Instagram cercando l'ashtag #seguilestagioni.


Al prossimo racconto commestibile,
A.