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POLPO UBRIACO AL VINO ROSSO {BUON 2017!}


Questo è l'ultimo blog-post dell'anno...di solito a fine anno Vi racconto come è andato il mio anno,  facendo il punto della situazione su quanto ho dato/raggiunto/ottenuto/perso. 
Quest'ultimo post annuale sarà un po' diverso rispetto agli anni scorsi. Semplicemente perché non sono più quella dello scorso anno. Durante gli ultimi mesi ho sentito forte l'esigenza di avviarmi verso un "nuovo" cambiamento, mi sento arrivata ad una sorta di giro di boa. Per alcuni arriva intorno ai 40, per gli eterni Peter Pan si prolunga sino ai 50, nel mio caso, che precoce lo sono sempre stata, alla soglia dei 35, sento l'impulso di dirottarmi verso nuovi orizzonti...e così ho iniziato già da un po' di mesi un processo di autoaccettazione, e se possibile di consapevolezza. Ragion per cui, l'unico grande buon proposito per il mio 2017 sarà quello della cognizione personale e familiare.

Vi lascio all'ultima ricetta dell'anno - ho scelto il Polpo Ubriaco per augurarVi in sapore i miei più sentiti Auguri di Buon Anno. 
Ho scelto non a caso un piatto dal gusto deciso - l'animo fermo, perseverante, appunto deciso,  racchiude il modus vivendi che mi accompagna ormai negli ultimi mesi.

POLPO UBRIACO AL VINO ROSSO.
INGREDIENTI per 4 persone:
Polpo da 1,5 kg
4 spicchi d’aglio orsino
750 ml di vino rosso
4 foglie di alloro
1 peperoncino fresco
10 cucchiai di olio evo
Prezzemolo tritato q.b.
Sale q.b.
TEMPI DI PREPARAZIONE:
Tempo di lavorazione 30’
Tempo di cottura 1h
PREPARAZIONE:
Pulite il polpo sotto acqua corrente, privandolo delle viscere, del dente centrale, degli occhi e per quanto possibile eliminate la patina viscida che lo ricopre.
Tagliate il polpo in pezzi grandi al massimo quanto una noce.
In un tegame (il mio in ghisa di Le Creuset) versate l’olio e mettete gli spicchi d’aglio interi a rosolare, unite le foglie di alloro, il peperoncino tagliato a pezzettini avendo l’accortezza di eliminare parte dei semini interni qualora non si gradisca una pietanza troppo piccante.
Unite il polpo e fatelo saltare qualche istante, dopodichè aggiungete il vino rosso, un po’ di prezzemolo tritato, portate ad ebollizione e abbassate la fiamma; coprite con un coperchio e cuocete per almeno 1h.
Se il sugo dovesse restringersi troppo, aggiungete qualche cucchiaio di acqua.
Pochi istanti prima di togliere dal fuoco il polpo ubriaco aggiungete una generosa manciata di prezzemolo tritato, aggiustate di sale e lasciate intiepidire qualche minuto.

Al prossimo racconto commestibile...
Che sia un nuovo Anno di ritrovata consapevolezza anche per tutti Voi.
A.


CHEESECAKE AL CIOCCOLATO CON SOLI 3 INGREDIENTI {SUGAR&GLUTEN FREE}


Nella cucina del web il futuro è già passato. Non si fa in tempo a scoprire una nuova ricetta, che Ti basta il tempo (presente) di pensare che vorresti provarla e come una fulminia obsolescenza Ti ritrovi, nel momento in cui metti le mani in pasta, a constatare che quella ricetta è già "vecchia". Gli sciamani  3.0 capaci di prevedere le future mode culinarie, inseguono le lancette di un orologio a mio avviso fuori fase - avanti di sei mesi sulla gente dai ritmi ordinari (ergo: me) - sperimentano e caricano il web di ricette esotiche arrivate da lontani posti del mondo, e mentre Tu pensi semplicemente che vorresti provare la cheesecake Giapponese con soli 3 Ingredienti, l'intero mondo blogger Italiano ne ha già pubblicata una versione...e per quanto sia vero che Io pubblico molto (ma molto) più in edicola che in rete, stavolta un "Santo cielo" Vi prego concedetemelo!...l'ho preparata e fotografata il mese scorso (e lo so, la tempestività non è proprio il mio forte, ma ragazze, ogni mese devo preparare almeno 50 ricette fotografiche per l'edicola...ci siamo capite vero?!...tempo di pubblicare sul web sempre meno...) e ad oggi che la pubblico qui sul blog, l'algoritmo di google si è sfasato a furia di indicizzare nuovi blog che hanno (giustamente) realizzato la ricetta...e seppur gli altri siano più tempestivi di me nelle pubblicazioni della blogosfera, io dal canto mio mi rincuoro perché l'ansia da blogger modaiola non l'ho mai avuta...sarà forse perché la Nonna mi diceva che le mode vanno e vengono, ma che la classe e l'eleganza invece non passano mai? Chissà?!..."Essere o non Essere, questo è il problema!".


Ora, a parte i dilemmi amletici, il sarcasmo e l'ironia (o satira direbbe mio marito, ma va beh, lasciamo stare), ho voluto dare anch'io il mio contributo all'universo di ricette cheescakeiane della rete - credo che l'originalità sia un po' sopravalutata, non credete?! - giusto perché in rete ce n'erano pochine! E travolta dalla moda del momento ho sperimentato quella con soli 3 ingredienti, la Giapponese o Cotton version (chiamatela come credete),  rivisitando un po' quella che impazza al momento, ed inserendoci il cioccolato fondente. 
In casa mia, questa versione sugar&gluten free ha avuto vita breve, il tempo di qualche scatto fotografico...poi è tornato Antonio da lavoro e mi ha detto che gli era venuta voglia di far merenda a vederla (alle 17:50 😂)...ho fatto giusto in tempo ad assaggiarla...è rimasta l'alzatine sul tavolo vuota!


CHEESECAKE AL CIOCCOLATO CON SOLI 3 INGREDIENTI - SENZA ZUCCHERO E SENZA GLUTINE.
Ingredienti per una teglia da cm 20 di diametro (con cerniera apribile):
120 g di formaggio fresco spalmabile (tipo quark)
120 g di cioccolato fondente
3 uova
Mirtilli freschi q.b.
Zucchero a velo q.b.
Tempi di Preparazione/Difficoltà/Costo:
Tempo di preparazione 20’
Tempo di cottura 30’
Difficoltà media
Costo a porzione euro 0,80
Preparazione:
Foderate uno stampo con della carta forno sia alla base che lungo i bordi facendola aderire con del burro morbido.
Separate i tuorli dagli albumi e lasciate gli albumi in frigorifero circa 10’.
Sciogliete il cioccolato a bagno-maria ed unitelo al formaggio fresco spalmabile.
Amalgamate bene con una spatola, creando una crema omogenea. Aggiungete al composto i tuorli uno alla volta continuando a mescolare accuratamente.
Montate gli albumi a neve ben ferma ed uniteli poco alla volta al composto, mescolando dal basso verso l’alto per non smontare l’impasto.
Versate il composto nello stampo e ponetelo all’interno di una teglia da forno rettangolare con un dito di acqua calda.
Cuocete in forno statico preriscaldato a 170° per 15’, dopodiché abbassate la temperatura a 160° per altri 15’, infine lasciate il dolce a forno spento per altri 15’.
Una volta pronto, lasciate raffreddare bene il dolce prima di estrarlo dallo stampo e lasciatelo riposare in frigorifero almeno un’ora.
Prima di servire spolverate con zucchero a velo e guarnite con mirtilli freschi.

*Consiglio: Per una versione ancora più ricca potete arricchire l'impasto con pinoli leggermente tostati.



Al prossimo racconto commestibile,
A.


**Alzatina e paletta dolce della linea sweet table - omaggio (graditissimo) di Pavonidea.

ARANCINI DI 5 CEREALI ALLA SALVIA E CRESCENZA {...ARANCINI A REGGIO EMILIA?!}


Non so a casa Vs come siate abituati, ma a casa mia per la Vigilia di Natale il numero di spizzicherie che precedono la cena hanno un numero indefinito. Quel che oggi si chiama aperitivo, ai tempi di mia madre non aveva un nome preciso, so solo che il primo brindisi pre-cena aveva luogo intorno alle 18:00 accompagnato da una serie di vassoi di bocconcini di piccole dimensioni che si susseguivano sino ad arrivare all'antipasto "seduti a tavola"...tutto quello che era preceduto dal solenne momento del "seduti a tavola", siccome consumato in piedi, non era propriamente considerato un antipasto, una sorta di alibi culinario che annoverava il diritto di poter asserire che infondo non avevi poi mangiato così tanto "a tavola" (anche se prima avevi fatto degli affondi sui vassoi degni di nota!). Personalmente non sono mai riuscita ad andar oltre il primo piatto!.
Da quando poi mia sorella circa 10 anni fa si trasferì in Sicilia per seguire l'Amore, la cucina di casa (mia e di mia madre) è stata inevitabilmente contaminata, complice una vacanza ad Acireale con ripetute degustazioni di Arancini; insomma, siamo finiti ad inserirli anche negli aperitivi festivi e per quanto suoni strano che a Reggio Emilia si preparino Arancini alla Vigilia di Natale, in casa mia certe stranezze sono all'ordine del giorno!
Quest'anno siccome sono sulla via della redenzione alimentare (lo sapete, Ve ne ho parlato più volte) ho deciso di realizzarne una versione ai 5 cereali con pesto di salvia e cuore di crescenza filante...buonissimi ugualmente, ad esser sincera sono davvero goduriosi!...a proposito di filare, se amate il genere, Vi consiglio di visitare questa ➸ pagina di ricette filanti per la Vigilia 😋

ARANCINI DI 5 CEREALI ALLA SALVIA E CRESCENZA.
Ingredienti per 15 Arancini di medie dimensioni:
• 150 gr di 5 Cereali in mix (Riso, Farro, Orzo, ecc)
• Salvia q.b.
• Olio evo q.b.
• 50 gr di Mandorle tritate
• 100 gr di Pecorino grattugiato
• 1 Uovo
• Crescenza q.b.
• Sale e Pepe q.b.
• Pangrattato q.b.
• Olio di semi di arachidi q.b.
Tempi di Preparazione/Difficoltà/Costo:
Tempo di lavorazione 30'
Tempo di riposo 15'
Tempo di cottura 30'
Difficoltà Media
Costo a porzione euro 1,80
Preparazione:
Lessate i cereali in abbondante acqua salata per circa 10'.
Tritate con il mixer la salvia emulsionandola con le mandorle, 50 gr di pecorino ed olio e.v.o q.b. ad ottenere un composto liscio ed omogeneo.
Scolate i cereali e conditeli con la crema alla salvia.
Spianate i cereali su di un largo piatto di portata e lasciate freddare per 15'.
Trascorso il tempo di riposo lavorate in una ciotola con l'uovo sbattuto, pepe e i 50 gr restanti di pecorino.
Riducete in dadini la crescenza.
Con le mani umide create delle sfere al centro delle quali porrete un cubetto di crescenza.
Passate gli arancini ottenuti nel pangrattato.
Preparate l'olio per la frittura (possibilmente in un pentolino stretto ed alto) e quando arriverà a temperatura friggete gli arancini 2 per volta avendo l'accortezza di girarli di tanto in tanto.
Quando dorati scolate su carta assorbente.

*Consiglio: Potete arricchire ulteriormente gli Arancini addizionando i cereali con cubetti di prosciutto cotto di Praga.



Al prossimo racconto commestibile,
A.

UOVA AL POMODORO IN COCOTTE {...& DUE RIGHE SULLA VITA CHE SARA'}


Su qualsiasi rivista, quotidiano, sito web di informazione che apra negli ultimi giorni, trovo sezioni dedicate al Futuro (molto prossimo a detta degli adepti) sulle astronavi, sugli alieni, sulle navicelle che andranno a sondare questo o quell'altro pianeta...tra interrogativi, previsioni, dibattiti e conseguenti riflessioni di sorta, tutti sono ad interrogarsi sulla metamorfosi che l'universo sta vivendo. E tra regole rivoluzionarie e storyteller  che regalano al mondo foto avveniristiche sul nulla che ci attende e la vita che sarà, stiamo investendo così tanto tempo a fantasticare sul futuro che quasi ci sfugge la Prospettiva Contemporanea, quella vera che stiamo realmente vivendo.

Piuttosto, nel mio piccolo e concreto universo dei giorni nostri, mi ostino a cucinar le uova al pomodoro come faceva mia madre più di trent'anni fa e l'unica osservazione {tangibile} che mi sento di esternare in questa galassia di controverse informazioni è: "il 4 Dicembre andiamo tutti a Votare".

UOVA AL POMODORO IN COCOTTE for #lecreusetItalia
INGREDIENTI per 4 mini cocotte:
4 Uova a temperatura ambiente
300 ml di conserva di pomodoro
1 Spicchio d’aglio + 1 foglia di alloro
Pecorino toscano semi-stagionato q.b.
Timo fresco q.b.
Olio evo q.b.
Sale, pepe q.b.
TEMPI DI PREPARAZIONE:
Tempo di lavorazione 10’
Tempo di cottura 30’
Difficoltà Bassa
Costo a porzione euro 0,70
PREPARAZIONE:
Fate imbiondire l’aglio in camicia in un filo d’olio insieme all’alloro, aggiungete la conserva di pomodoro, salate, pepate, incoperchiate e portate a cottura in circa 20’.
Dopodiché preriscaldate il forno a 180°C con modalità ventilata.
Suddividete la salsa in 4 mini cocotte da forno, apritevi sopra le uova con delicatezza facendo attenzione a non romperle.
Finite con un pizzico di sale, pecorino grattugiato e timo sfogliato se gradite.
Cuocete per 8’ in forno caldo, sfornate e servite subito.

Al prossimo racconto commestibile,
A.

Mini Cocotte in grès di LeCreuset Italia.

PASTA AUTUNNALE AL CARTOCCIO...& STORIE DI MENSE SCOLASTICHE ITALIANE.


Per andare avanti dovremmo tornare indietro. Indietro nel tempo, ai cibi sani ed autentici. Quelli non manipolati, di stagione, non importati da una parte all'altra del globo (senza motivo alcuno tra l'altro). 
Negli ultimi anni va di moda parlare di Vegani e del No all'olio di palma, tanto quanto va di moda parlare del tacco 12...aihmè le varie faccende non vanno propriamente di pari passo in termini di importanza...sono indubbiamente la persona meno accreditata per parlare di tacco 12, in occasioni super speciali mi spingo fino a 8 cm rischiando spesso di spezzarmi una gamba, molto probabilmente sono più ferrata nell'affrontare il tema del cibo Autentico.
Io non sono Vegana, né Vegetariana, ma consumo pochissima carne e quando parlo di cibo autentico mi riferisco principalmente a quel cibo non confezionato in fabbrica, a quello cucinato in casa, come si faceva una volta. Quel cibo che non costituisce un nemico per la salute, bensì un valido alleato. Frutta e verdura supportati da una giusta dose di cereali, proteine e carboidrati - insomma, la classica dieta mediterranea, quella che a testa alta può permettersi il vanto di sfidare mille mode senza passare mai.

Le mense scolastiche in Italia
Ieri sera ho visto alla Tv uno speciale sulle mense scolastiche, sui pasti spazzatura che vengono propinati ai bambini. 
Potrei fregarmene, insomma vivo nella tanto rinomata ed imitata ReggioChildren ed i miei bambini mangiano cibo sano a scuola tanto quanto a casa...ma la verità è che non posso chiudere gli occhi e far finta di nulla, noi tutti non possiamo stare in silenzio mentre a Napoli i bambini mangiano un pangasio super inquinato, a Milano li imbottiscono di proteine animali provenienti da dubbi allevamenti e a Torino gli propinano il tonno in scatola come secondo (ai bambini dell'asilo). Insomma, qualcosa si potrà pur fare?...pare di sì, pare che in Italia ci sia un precedente al quale appellarsi, una mamma che prepara il termos alla sua bambina da portare a scuola contenete un primo e un secondo dopo un anno in cui la bambina tornava a casa letteralmente a digiuno tutti i giorni  (nonostante la famiglia corrispondesse una quota superiore ai 5,00 euro a pasto giornalieri). Insomma, le Mamme Piemontesi, Lombarde, Campane e di tutta Italia dove ne è esigenza, dovrebbero assolutamente coalizzarsi e richiedere la possibilità (spesso negata) di poter aderire al modello di alimentazione scolastico Olandese ad esempio. Ai bambini in Olanda è vietato portare merendine confezionate a scuola, idem per bevande gassate o succhi di frutta. Al mattino tutti a scuola con tanta frutta e verdura fresca accompagnati da una portata principale sana - cucinata in casa - che non inneschi il desiderio di assumere porcherie alimentari nei compagni di classe.

Il cibo Italiano sarà pure il più buono del mondo, ma in fatto di educazione alimentare, a partire dalle istituzioni che redigono i piani mensa, c'è ancora tanta, troppa strada da fare. 

Nei limiti del possibile, noi Mamme dovremmo sforzarci di educare i Ns bambini ad una Corretta ed Autentica alimentazione sin dalle quattro mura domestiche...con il supporto e l'appoggio reciproco potremmo creare un rete di solidarietà e di scambio di informazioni affinché anche le Mamme meno informate possano incoraggiare i propri bambini ad avvicinarsi alla Cucina fatta in casa; ne abbiamo parlato spesso qui in questo mio angolino virtuale, Vi ho spesso incitato a cucinare con i Vs bambini, coinvolgerli nella preparazione dei pasti è un'esperienza emotiva ed educativa importante tanto quanto essere bravi con le tabelline o nella partita di calcetto...e lo so, i tempi si allungano e la cucina si sporca di più, ma in compenso avrete segnato un goal nei ricordi e nelle emozioni di Vs figlio che rimarrà indelebile nel tempo.

#seguilestagioninovembre
In questo Novembre traballante il consueto post per #seguilestagioni non arriva propriamente il  primo giorno del mese come da abitudine...purtroppo il sisma, seppur non vicinissimo all'Emilia, mi ha scosso, mi ha riportato alla mente le immagini di quattro anni fa, quelle dello scempio di Modena, qui proprio dietro l'angolo...ho pensato di rimandare di una settimana il blog-post mensile, per me è stato più giusto così.

In questo periodo dell'anno, nell'orto (di stagione) fanno capolino le verdure dai sapori intensi e decisi, come decisa e pungente è l'aria che contraddistingue la stagione Autunnale. 

In fondo al post trovate la lista della spesa di frutta, verdura e piante di stagione in Novembre.
Vi lascio alla veloce, semplice e genuina ricetta della mia pasta Autunnale al cartoccio (a prova di principiante).

PASTA AUTUNNALE AL CARTOCCIO
INGREDIENTI per 4 persone:
360 gr di Pasta di semola di grano duro
130 gr di pecorino Toscano semi-stagionato grattugiato
300 gr di verdure miste Autunnali (cavolo verza, zucca, funghi, spinacini)
Olio evo, Sale, Peperoncino q.b.
TEMPI DI PREPARAZIONE/DIFFICOLTA'/COSTO:
Tempo di lavorazione 15’
Tempo di cottura 15’
Difficoltà bassa
Costo a porzione euro 1,00
PREPARAZIONE:
Preparate un'ampia pentola colma d’acqua per la cottura della pasta e mentre arriva ad ebollizione dedicatevi alle verdure.
Private le verdure di tutte le parti non commestibili e riducetele in dadini e striscioline piccole.
Tuffate le verdure - fatta eccezione per gli spinaci - nella pentola con l'acqua bollente unitamente ad una presa di sale grosso con circa 5’ d’anticipo rispetto alla pasta.
Trascorsi i 5' di cottura delle verdure aggiungete la pasta e solo ad 1’ dal termine cottura inserite in acqua anche gli spinaci. Intanto che la pasta cuoce, preriscaldate il forno alla max potenza con modalità ventilata.
Scolate ben aldente pasta (e verdure) e conditeli con olio, peperoncino e pecorino.
Ponete la pasta al centro di un grosso foglio di carta forno richiudendolo a mo’ di pacchetto.
Cuocete in forno caldo per circa 10’.
Dopodiché aprite il pacchetto e riponete in forno per ulteriori 3-5’ con modalità grill.
Servite subito.


Questa è la "lista della spesa" di  Novembre e queste sotto le blogger che insieme a me hanno sposato la causa, Noi amiamo rispettare il reale ciclo della stagionalità di frutta e verdura:

Ultimissime dal forno  - Anna
La mia casa nel vento - Mariuccia
Pensieri e pasticci - Simona
Sento i pollici che prudono  - Adrialisa
GiardiNote - Chiara
Due bionde in cucina - Sabina
Vita da fata ignorante - Silvia
Alisa Design, Sew and shabby chic - Annalisa
Lismary’s cottage - Lisa
Coccola Time - Enrica
Coscina di pollo - Susy


Potete trovare #seguilestagioni anche su fb con una pagina dedicata, o su Instagram cercando l'ashtag #seguilestagioni.

Al prossimo racconto commestibile,

A.

PROFUMO D'AUTUNNO...{LASAGNA AI FUNGHI}



Passeggiando per le strade  il rumore delle foglie secche sotto le scarpe quasi mi accompagna fino alla meta.
Tutto assume un colore ocra, a tratti biondo. 
Christian raccoglie foglie secche da portare all'asilo, serviranno per il cestino dell'Autunno. Un po' ne porta anche a casa, sa che mi piace usarle per i centrotavola. 
La natura pian piano va in letargo, di mattina l'aria frizzantina richiede sciarpa e giacca...e poi le prime piogge, cadono sulle foglie giallastre e quel profumo nostalgico d'Autunno bussa alla porta come ogni anno: irrinunciabile Ottobre sei tornato per farmi sognare.
Questo è un periodo dell'anno davvero magico per me. L'Estate è ormai congedata, ma il freddo pungente Invernale non è ancora arrivato. Si riscoprono i maglioncini leggeri, i biscotti ed il pane fatto in casa, niente più remore nell'accendere il forno, il suo tepore riscalda...e poi il via al cambio di stagione in tavola: funghi, zucche e castagne sono i benvenuti. 
Riscopro il sapore dei cibi che mi coccolano.
La mia Giada, da qualche giorno novenne, adora la Lasagna; ed ecco far capolino sul mio tavolo la prima Lasagna ai Funghi della stagione.

LASAGNA AI FUNGHI for #LecreusetItalia
INGREDIENTI per 4 persone:
300 gr di Farina per pasta fresca
3 Uova
500 gr di Funghi Champignon bruni
100 gr di Patata
1 Spicchio d’Aglio
300 ml di brodo vegetale
250 ml di crema di Latte
100 gr di Pecorino toscano stagionato grattugiato
Olio evo e Burro q.b.
Prezzemolo fresco q.b.
Sale e Pepe q.b.
TEMPI DI PREPARAZIONE
Tempo di lavorazione 1h
Tempo di cottura 50'
Tempo di riposo 30'
Difficoltà media
Costo a porzione euro 1,30
PREPARAZIONE
Con la farina create un cratere sulla spianatoia e rompetevi dentro le uova.
Impastate energicamente sino ad ottenere un panetto sodo (solo se necessario aggiungete altra farina).
Lasciate riposare la pasta per circa 30’ avvolta da pellicola alimentare.
Intanto, private i funghi della parte terminale terrosa del gambo ed affettateli sottilmente.
Private la patata della buccia e riducetela in dadolata.
Fate imbiondire l’aglio in una noce di burro con un filo d'olio; appena brunito eliminatelo ed aggiungete le patate facendole insaporire per 5’.
Tritate sottilmente il prezzemolo ed aggiungetelo alle patate unitamente ai funghi precedentemente affettati.
Salate leggermente e portate a cottura in circa 20’ aggiungendo gradatamente brodo caldo durante la cottura.
A termine cottura passate al blender 2/3 del composto sino ad ottenere una consistenza cremosa simile a quella di un pesto. Addizionate il pesto con la crema di latte e tenete in caldo.
Preparate una pentola con acqua salata e nel frattempo stendete sottilmente la pasta ricavandone delle sfoglie sufficientemente ampie da poter rivestire la pirofila di cottura (la mia è di @lecreusetitalia in grès color ciliegia)
Lessate le sfoglie nell’acqua bollente per max 2’ e scolatele su di uno strofinaccio pulito.
Preriscaldate il forno a 200°C con modalità ventilata.
Componete la lasagna alternando uno strato di pesto di funghi, ad uno strato di sfoglie di lasagna, funghi interi e pecorino sino all’esaurimento degli ingredienti.
Spolverate infine in superficie con abbondante pecorino ed infornate per circa 20-30' o sino a doratura.

Il segreto: Se notate che la Vs lasagna risulta essere poco umida, soprattutto negli angoli, per non incappare in sfoglie di lasagna bruciacchiate dopo la cottura (perché poco coperte dal condimento), prima di infornare potete versare nei 4 angoli della pirofila un Goccio di Latte. E’ un segreto infallibile per ottenere una lasagna non bruciacchiata nei bordi perimetrali!.


Al prossimo racconto commestibile,
A.

POLENTA GRIGLIATA CON CASTAGNE E CAPRINO {#SEGUILESTAGIONIOTTOBRE}


Finalmente sei arrivato...
L'Autunno seppur già iniziato già una decina di giorni si sente ancor più forte in Ottobre, almeno per me è sempre stato così, ho sempre vissuto Settembre come un mese di fine Estate, una sorta di ponte verso l'Autunno.
Questo è uno dei periodi dell'anno che più amo, le prime magliette a maniche lunghe, un coprispalle leggero o il gardigan di maglia sottile sulle spalle. I colori che cambiano, per le strade e sulla mia tavola. Improvvisamente l'azzurro fa spazio all'ocra e tutto si tinge delle tonalità della terra, calde e avvolgenti. I sapori diventano più intensi, ritornano le caldarroste e le noci e di conseguenza il forno acceso ed il profumo di pane caldo ai semi o dei biscotti alla cannella pervade di nuovo tutta la casa chiudendo nel fondo di un cassetto i sapori freschi del basilico vibrante e della menta frizzante salutandoli con un "arrivederci alla prossima Estate".


#seguilestagioniottobre
Torna anche questo mese l'iniziativa #seguilestagioni, Io e Anna (aka Ultimissime dal Forno) proseguiamo con questa iniziativa capitanando una squadra di blogger pronte insieme a Noi a divulgare il concetto del rispettare il naturale ciclo vitale delle stagioni: No a Fragole provenienti da forzature di alcun tipo in Dicembre o Melanzane a Gennaio provenienti da chissà dove, Sì a Frutta e Verdura di Stagione. 
In fondo al post, come ogni mese ho preparato un elenco degli alimenti e fioriture di stagione (cercate #seguilestagioni in rete per recuperare tutte le liste della spesa dei mesi scorsi e fatene buon uso!). 
Vi lascio alla ricetta di questo mese...


Polenta grigliata con castagne e quenelle di caprino aromatico.
INGREDIENTI per 4 persone:
250 gr di Farina di Polenta
*Castagne cotte q.b.
100 gr di Caprino
50 gr di Ricotta
Erba cipollina q.b.
Brodo vegetale q.b.
Chicchi di Melagrana q.b.
Olio, Sale e Pepe q.b.
TEMPI DI PREPARAZIONE:
Tempo di lavorazione 20’
Tempo di cottura 15’
Tempo di Riposo 1h
Difficoltà media
Costo a porzione euro 0,80
PREPARAZIONE

*Intro sulla Tecnica di Cottura delle Castagne al Microonde:
Le Castagne che solitamente vengono utilizzate come ingrediente di composizione di una preparazione culinaria (e non da consumare in purezza), devono essere lessate o cotte al vapore. La tecnica di cottura al microonde può rivelarsi una validissima alternativa al vapore o alla bollitura.
Vi basterà incidere le castagne con un coltellino affinché in cottura non scoppiettino, cuocendole in forno a microonde a 900 watt per 12 secondi a frutto (20 castagne cuoceranno in soli 4’).

Portate a bollore tanto brodo vegetale q.b. per la cottura di 250 gr di Polenta (abbiate l’accortezza di leggere le indicazioni di assorbimento del liquido riportate sulla confezione della farina).
Aggiungete la farina di polenta al brodo, mescolate e frustate di continuo dopo il completo assorbimento per circa 3’.
Spegnete il fuoco, se necessario salate e pepate e stendere la polenta in uno strato spesso non più di 3 cm su di una leccarda foderata di carta forno.
Lasciate freddare per 1h.
Intanto tritate l’erba cipollina ed utilizzatela per aromatizzare ricotta e caprino mixati con sale e pepe.
Tagliate la polenta in strisce e farcitela con una quenelle (un cucchiaino) di mix di formaggi, castagne cotte e chicchi di melagrana.



Questa è la "lista della spesa" di  Ottobre e queste sotto le blogger che insieme a me hanno sposato la causa, Noi amiamo rispettare il reale ciclo della stagionalità di frutta e verdura:

Ultimissime dal forno - Anna
La mia casa nel vento  - Mariuccia
Pensieri e pasticci - Simona
GiardiNote - Chiara
Due bionde in cucina - Sabina
Vita da fata ignorante - Silvia
La gallina Rosita - Lucia
Alisa Design, Sew and shabby chic - Annalisa
Lismary’s cottage - Lisa
Coccola Time - Enrica
Coscina di pollo - Susy


Potete trovare #seguilestagioni anche su fb con una pagina dedicata, o su Instagram cercando l'ashtag #seguilestagioni.


Al prossimo racconto commestibile,
A.

INSALATA DI PASTA MEDITERRANEA

Come preparare l’insalata di pasta mediterranea
L’insalata di pasta mediterranea è senza dubbio uno dei piatti più rappresentativi, gustosi e amati della dieta mediterranea. 
Trattasi della ricetta ideale per un pranzo completo, e non solo d’estate, ma in qualsiasi stagione, grazie alla sua versatilità. 
Questa ricetta è l’ideale per un pasto leggero, salutare e molto pratico da portare dappertutto, anche in ufficio!
Tante ricette colorate e salutari come queste, inspirate alla tradizione genuina della dieta mediterranea, possono essere consultate sul sito dietagratis.com assieme a tanti consigli per mangiare bene e per rimanere in forma!

Insalata di pasta mediterranea
Gli ingredienti:
Uno degli aspetti più piacevoli di questa ricetta è senza dubbio la sua adattabilità: può essere infatti arricchita e cambiata anche a seconda degli ingredienti che abbiamo in casa - è di facile preparazione e può essere conservata senza problemi in frigorifero.
Vediamo adesso gli ingredienti necessari per preparare l’insalata di pasta mediterranea.
Per 4 persone:
380 grammi di pasta,
250 grammi di pomodorini ciliegino,
200 grammi di tonno sott’olio,
1 mozzarella di bufala o vaccina da 200 grammi,
Olive nere (o verdi, come si preferisce) denocciolate,
1 pizzico di sale,
Pepe q.b.
Olio extravergine d’oliva q.b.
Una manciata di foglie di basilico ben lavate.

Per quanto concerne i tempi di preparazione, questa pasta è abbastanza veloce da fare: la cottura impiega solo sette minuti, la preparazione complessiva del piatto una decina di minuti.
E’ quindi un ottimo piatto “salva pranzo” quando avete i minuti contati!

Come si cucina l’insalata di pasta
Per preparare l’insalata, innanzitutto predisponete il necessario per cuocere la pasta: portate ad ebollizione l’acqua, salatela e quindi calatevi la pasta.
A questo punto lavate i pomodorini, e tagliateli in piccoli pezzi. Tagliate anche le olive a rondelle, e la mozzarella a cubetti lasciando scolare l’eventuale eccesso di siero.
In una ciotola ponete il tonno insieme all’olio, sgranatelo con una forchetta affinché si riduca in piccoli pezzi.
Nella ciotola dove avete sgranato il tonno, aggiungete anche i pomodorini tagliati, il basilico spezzettato e mescolate con delicatezza.
Scolate la pasta ben al dente affinché non scuocia e meglio si amalgami con i sapori dell’insalata di pasta mediterranea. Una volta scolata la pasta ponetela nella ciotola con i pomodori, tonno e basilico. Aggiungete al tutto anche le olive nere e la mozzarella. A questo punto mescolate con delicatezza, aggiungete un po' di pepe, di sale ed un goccio di olio extra vergine di oliva a piacere.
Prima di portare in tavola l’insalata di pasta, lasciatela riposare mezz’oretta in modo che tutti i sapori possano ben amalgamarsi.

Come conservare correttamente l’insalata di pasta mediterranea
L’insalata di pasta mediterranea è, come abbiamo detto, una ricetta molto facile e molto veloce per un pasto leggero.
Può essere conservata in una ciotola sigillata ermeticamente per due o tre giorni al massimo, in frigorifero. Vi consiglio però, se avete preparato l’insalata di pasta per consumarla magari il giorno seguente al lavoro, di evitare di mettervi i pomodori che tendono ad inacidirsi: aggiungeteli al piatto quando vi appresterete a gustarlo.

Alla prossima,
A.

SEMIFREDDO ALLE MANDORLE


Il semifreddo alle mandorle è un dolce molto amato della tradizione siciliana, un dessert semplice da preparare ma dal gusto speciale. Per questo motivo il semifreddo alle mandorle è un dolce perfetto per chi vuole fare una bella figura anche senza aver troppa esperienza in cucina; si tratta di un dolce ideale per una calda giornata estiva, ma in realtà è apprezzato tutto l’anno. 

Morbido, fresco e croccante, il semifreddo alle mandorle può essere preparato con qualche semplice mossa ed è quindi ideale anche per chi non ha molto tempo da dedicare ai dolci. 

Vediamo quindi come preparare un perfetto semifreddo alle mandorle come tradizione siciliana insegna.

SEMIFREDDO ALLE MANDORLE
Ingredienti del semifreddo alle mandorle
Partiamo innanzitutto con gli ingredienti di questo dolce: per fare un semifreddo per 8 persone, vi serviranno 7 uova, 450 grammi di zucchero, 750 ml di panna da montare, 150 grammi di zucchero a velo vanigliato, 300 grammi di mandorle, 50 ml di liquore alla crema di cacao e per concludere una goccia di essenza alle mandorle amare (facoltativo, dipende dal gusto che volete ottenere). Potete anche aggiungere o togliere alcuni ingredienti a seconda della vostra esperienza oppure dei vostri gusti personali. Le proprietà e i benefici delle mandorle possono stupire chi non ne fa utilizzo in cucina.
Preparare il semifreddo alle mandorle
Procuratevi innanzitutto una ciotola ampia, mettetevi dell’acqua e le mandorle in ammollo al fine di lasciarle ammorbidire appena. Scolate le mandorle una volta raggiunta la consistenza ideale, mettetele in una pentola antiaderente, versatevi dello zucchero semolato e fatele caramellare a fuoco basso: attenzione a non farle bruciare. Dopo di che mettete le mandorle sul piano di marmo o sulla carta da forno a lasciatele raffreddare a temperatura ambiente.
Una volta che le mandorle saranno raffreddate, tritatele (senza però polverizzarle) e aggiungetevi qualche goccia di liquore e dell’essenza alle mandorle se l’avete inclusa negli ingredienti. Montate i tuorli delle uova con dello zucchero e aggiungetevi gli albumi montati, zucchero a velo e panna montata. Mescolate sempre dal basso verso l’alto con molta delicatezza.

Come terminare il semifreddo alle mandorle
Aggiungete le mandorle al composto di tuorli e di albumi, mescolate con molta delicatezza. A questo punto dovrete versare l’impasto in uno stampo, va bene quello classico a cassetta oppure un’altro che preferite di più. Foderate lo stampo che avete scelto con della pellicola trasparente per facilitare poi l’estrazione. Travasatevi la crema e ponete il dolce in freezer per almeno 24 ore prima di servirlo. Una volta estratto dal freezer, appoggiatelo su un vassoio da portata e servitelo ai vostri ospiti già tagliato a fette.

Potete guarnirlo come la Vostra fantasia vi suggerisce, per esempio aggiungendo cioccolato fuso, o delle foglie di menta, o ancora delle mandorle spezzettate. Su benesserenergia.it potete trovare tante altre ricette golose e semplici per i vostri dolci e non solo, perfette per allietare un giorno qualsiasi della settimana o un’occasione di festa in famiglia o con gli amici.

A.

ZUPPA DI SCALOGNI AL PECORINO TOSCANO {TASTE & MORE}


Se ripenso a 15 anni fa e a quelli che erano i miei gusti dell'epoca, posso dire con certezza che non avrei mai mangiato nulla del genere, non sia mai, cipolle? Mon Dieu!
Oggi sono il contrario di quella che ero 15 anni fa, adoro tutto ciò che all'epoca detestavo, cipolle - e scalogni in questo caso - inclusi!

I bambini hanno ripreso la scuola. L'Estate ormai sembra già lontana per i ritmi incalzanti ripresi a pieno regime. La mattina sveglia alle 6:10 se vogliamo essere puntuali pur rispettando le Ns abitudini, colazione insieme seduti a tavola in primis. E così si arriva a sera davvero "cotti" e una pietanza calda e confortante è quanto di più godurioso ci si possa concedere: una zuppa, magari di scalogni con pane croccante e pecorino toscano è ciò che fa al caso Nostro... 


Da qualche tempo faccio parte di un nuovo free magazine food, TASTE & MORE, anche se questo è il primo numero sul quale pubblico. Sono davvero felice di far parte di questo talentuoso gruppo di Blogger che con gentilezza e simpatia mi hanno accolta nella loro redazione virtuale. In basso nel post il link Issue per la consultazione. Vi lascio alla ricetta... 


Zuppa di scalogni al pecorino Toscano
INGREDIENTI per 4/6 persone
950 g di scalogni affettati finemente
900 g di brodo caldo di carne o pollo
125 g di pecorino Toscano semi-stagionato grattugiato
50 gr di burro
50 gr di farina
6 grosse fette di pane casereccio spesse circa 2 cm
1 cucchiaio di olio extra vergine d’olive
1 spicchio d’aglio
Sale fino q.b
TEMPI DI PREPARAZIONE
Tempo di Lavorazione 30’
Tempo di Cottura 90'
PREPARAZIONE:
Ponete il burro e l'olio in un'ampia casseruola e lasciate fondere.
Quando fuso aggiungete le cipolle e 2 cucchiaini rasi di sale, mescolate accuratamente.
Cuocete a fiamma bassa e senza coperchio per 30'.
Cospargete gli scalogni di farina setacciata e mescolate energicamente per qualche minuto affinchè non si creino grumi.
Versate 1 o 2 mestoli di brodo caldo sugli scalogni, mescolate ed aggiungete il brodo restante.
Fate sobbollire semicoperto a fiamma medio-bassa per ulteriori 20-30'.
Al termine salate secondo il Vs gusto.
Nel frattempo preriscaldate il forno a 160°C con modalità statica e tostate il pane per 15'.
Estraetelo dal forno e strofinatelo leggermente con l'aglio.
Riponetelo in forno per ulteriori 8’.
Porzionate la zuppa in cocotte (le mie sono queste di LeCreuset), disponetevi sopra il pane e guarnite con il pecorino.
Fate cuocere nel forno ancora caldo a 160°C per 15' o sin quando si sarà sciolto il formaggio.
Servite subito.


Al prossimo racconto commestibile,
A.

5 REGOLE DA SEGUIRE PER UNA MISE EN PLACE PERFETTA {LPDA for DALANI.IT}


Il Buon Cibo è un richiamo per tutti i sensi, non solo quelli gustativi, ma sempre più spesso anche quelli visivi: l'occhio vuole la sua parte. Lo abbiamo sentito dire così tante volte che quasi è diventato un luogo comune, ma mai scontato
Un buon piatto servito male è effettivamente penalizzante - sia per lo chef che lo ha preparato, sia per la padrona di casa più attenta, sia al ristorante tanto quanto a casa. Tutto, dall'impiattamento alla mise en place deve essere curato affinché i sensi vengano appagati il più possibile e affinché l'esperienza gustativa sia un momento di piacere senza eguali.
Immaginate una tavola sulla quale verranno serviti piatti prelibati, ma apparecchiata alla rinfusa, sulla quale mancano posate e bicchieri a sufficienza: non trovate sia l'epilogo di una ricetta disastrosa? Insomma è l'equivalente di una Signora che magari presta particolare attenzione al proprio look senza di base prestarne altrettanta alla propria igiene...sono stata abbastanza chiara vero?! Concordate con me che i due aspetti debbano correre sullo stesso binario?
Assodato questo, adesso immaginate un'altra tavola, ma apparecchiata con cura, alla quale Familiari e o Amici, in un'atmosfera conviviale e rilassata possano godersi il Vs buon cibo, preparato con Passione e per il quale avrete investito tempo e fatica ai fornelli. Ora Vi chiedo: a tal visione provate subito vero una sensazione di Piacere? Trovate dunque che questa seconda visione sia la Vs ricetta per il successo?!
Insomma, con una tavola ben organizzata nonché curata, non solo proverete tanta soddisfazione, ma sarete anche ripagate visivamente (ed umanamente) degli sforzi fatti in cucina, e che abbiate preparato un vassoio di salumi o un arrosto "poco conta", se la tavola è ben apparecchiata anche un Panino sembrerà più buono!
Vediamo dunque insieme quali sono le 5 Regole da seguire per una mise en place perfetta che dia Onore ai Vs piatti unitamente a spunti di accessori per la tavola che potrete trovare su Dalani.it

Le "Regole" che seguono (Vi prego passatemi il termine "Regola"! Va da se che ognuno secondo la propria indole e personalità può decidere di accoglierle o mono, seguirle in parte o rielaborarle, oppure può farle sue per sempre) sono applicabili a qualsiasi sia la corrente stilistica che più amate. Che siate amanti dei mood retrò ed eleganti come me o che prediligiate delle linee contemporanee, il filrouge della Vs tavola deve essere quello dell'Ordine e dell'Armonia






1. Il giusto numero di Stoviglie.
Una tavola ben apparecchiata è sicuramente una tavola Funzionale e ben studiata a monte. Predisporre il giusto numero di posate e bicchieri Vi consentirà di non alzarvi da tavola più e più volte per assecondare le richieste dei Vs commensali. AssicurateVi dunque di averne a sufficienza. Nella Campagna Dalani for Bitossi Home troverete tutto quello che fa al caso Vs. 








1/A. Le Posate
Fatta eccezione per il cucchiaino o forchettina da dessert che arriveranno a tavola direttamente sul piattino del dolce (il cucchiaino da dessert è bandito ormai da anni dall'esser apparecchiato in alto al di sopra del sottopiatto, oggi lo si fa solo per comodità negli affollati alberghi da villeggiatura), le restanti posate che ci occorreranno per il pasto saranno previste ed apparecchiate a monte. E dunque prevedete il giusto numero di posate a seconda del numero di portate che servirete, se ci sarà una portata principale + un secondo piatto disporrete 2 forchette, se ci sarà un antipasto anche una terza: le forchette andranno poste rigorosamente a sinistra del piatto, sulla destra il coltello con la lama rivolta verso il piatto. Se il pasto prevede l'uso di un cucchiaio lo disporrete di fianco al coltello.

1/B. I Bicchieri
Anche per i bicchieri vale la stessa regola delle posate. Se servirete del vino avrete la premura di apparecchiare anche un bicchiere apposito oltre a quello per l'acqua: in direzione della punta del coltello collocherete il bicchiere del vino, seguito verso il centro da quello per l’acqua.




2. Formale o informale, il Tavagliolo.
Secondo il galateo il Tovagliolo andrebbe posto alla sinistra del commensale, subito dopo le forchette, ma nel caso in cui lo spazio vitale del commensale sia veramente ridotto - ipotizziamo una grande tavolata alla quale ogni posto tavola ha uno spazio ridotto a meno di 60cm - si può anche decidere di porlo davanti al commensale, adagiato nel piatto, piegato elegantemente a metà (stirato con piega o senza. Sono bandite "sculture" del tipo cigni o affini! La semplicità paga sempre e dunque ci limiteremo a piegarlo a metà, al massimo arricchendolo con un segnaposto o ancor meglio con un cadeaux per i Ns ospiti qualora si tratti di una cena o un pranzo di ricorrenza; un piccolo cadeaux come un fiore per le Signore sarà preludio di un evento memorabile!)

I materiali del tovagliolo.
Di base è buona norma utilizzare tovaglioli in tessuto che ben si sposino al Table-setting scelto. In alcuni casi però, per un pasto informale e veloce ad esempio, oppure per una grigliata in giardino o in terrazzo, o ancora per una colazione espressa o una merenda tra bambini, potremmo tranquillamente optare per quelli in carta purché ben si contestualizzino con l'apparecchiatura.

Il lusso delle piccole cose.
Apparecchio la tavola con cura sempre. Che sia solo per me e debba mangiare un panino o un'insalata al volo o si tratti della merenda per i bambini. 
Dal lunedì al giovedì, di sera mi anticipo apparecchiando la tavola per la colazione del giorno dopo. Lo faccio utilizzando i tovaglioli di carta, ma li coordino alle tovagliette e alle tazze. Mi concedo però un bicchiere in vetro o ceramica per i succhi o l'acqua "bilanciando" la  scelta del tovagliolo in carta.




3. Tovaglia, runner o altro? Dipende...
La scelta della tovaglia, del runner, delle tovagliette (come queste di Bitossi ad esempio) o della tavola nuda dipende dal tipo di occasione che ci apprestiamo ad organizzare. Va da sé che per la tavola di Natale sfoggeremo la Ns miglior tovaglia, mentre per la merenda di tutti i giorni dei bambini basteranno semplici tovagliette.
E' in voga, soprattutto oltreoceano, la tavola completamente nuda. Trovo che stilisticamente  - qualora si disponga di un tavolo con un piano gradevole esteticamente - possa essere molto "cool" apparecchiare direttamente sul pianale. 



A proposito di Tavola nuda...
Personalmente non amo sedermi ad un tavola completamente nuda. Sotto questo aspetto la mia indole Europea viene fuori con prepotenza! Nonostante in sala disponga di un antico tavolo con pianale in marmo, suggestivo a vedersi, l'idea di appoggiare il sottopiatto direttamente sul marmo proprio non mi garba. Ho però provato ad utilizzare dei tovaglioli ancor più piccoli di una classica tovaglietta all'americana oppure dei sottopiatto tondi in tessuto da circa 30-35 cm di diametro. La tavola seppur quasi completamente nuda ha subìto l'effetto desiderato ed ogni scetticismo è stato accantonato.



4. La Decorazione.
Tema spinoso quello della decorazione della Tavola. Di base bisognerebbe attenersi a semplici dettagli che regalino un tocco di eleganza senza strafare. In linea di massima uno o più centrotavola non eccessivamente alti - affinché i commensali possano guardarsi vicendevolmente negli occhi - e al massimo un segnaposto sono più che sufficienti. Di sera candele accese e l'atmosfera cambia subito. 
Non sono un'amante delle decorazioni eccessive, avete presente la sabbia e le conchiglie sparse qua e la sulla tovaglia? Ecco, trovo non sia il massimo ritrovarsi con la sabbia nel piatto solo perché il tema della serata è il Mare! 





I semplici dettagli che fanno la differenza.
Sono solita tenere anche una singola candela accesa al centro della tavola sempre, a tutte le cene, anche informali, anche se i bambini mi hanno chiesto di mangiar la pizza! Inoltre che sia una colazione fatta in 2 minuti o un pranzo al volo, sulla mia tavola c'è sempre anche solo 1 semplice fiore riposto in una piccola bottiglietta o vasetto. La Tavola prende subito "anima".







5. La "Regola" più importante.
Semplicità.
Non da meno lasciate che il protagonista indiscusso del Vs Table-setting sia ciò che avete nel piatto.





E sul tanto discusso bon-ton a tavola: siate Voi stessi.
Al prossimo racconto commestibile,
A.

*Post in collaborazione con Dalani.it