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La PERFETTA padrona di casa.

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Oggi tratteremo con "leggerezza" il tema della Perfetta Padrona di Casa, un tema che credo stia a cuore a molte donne. Con gli anni ho sperimentato e testato varie strategie e ad oggi l'unico consiglio che mi sento di dare è: "Sappiatevi Organizzare".

Oggi tratteremo con "leggerezza" il tema della Perfetta Padrona di Casa, un tema che credo stia a cuore a molte donne. Con gli anni ho sperimentato varie strategie e ad oggi l'unico consiglio che mi sento di dare è: "Sappiatevi Organizzare".
Con il tempo ho appurato che l'organizzazione può rendere vincenti. Di seguito vi lascio "il mio personale decalogo di sopravvivenza in serenità al Ricevimento" (!):
  1. Pensate ad un menù semplice ma raffinato, fatto da portate che si possano preparare in anticipo e la cui preparazione non vi porti via più di 30' per pietanza. In tal modo riuscirete a preparate con le Vs mani dall'antipasto al dessert senza relegarvi in cucina per una giornata intera.
  2. Avendo trascorso "poco" tempo ai fornelli Vi resta buon margine di tempo per dedicarvi alla preparazione della tavola, perchè come abbiamo già detto qui l'apparecchiatura della tavola è di fondamentale importanza tanto quanto quello che servirete in tavola.
  3. Cercate di rendere "accogliente" la Vs casa con piccoli accorgimenti che fanno la differenza, quindi organizzerete in anticipo, in caso di un ricevimento con molti ospiti, un posto dove collocare i cappotti - asciugamani puliti nei bagni - e candele a creare atmosfera. Sconsiglio le candele profumate, gli incensi ed i profumatori per la casa perchè le loro fragranze potrebbe essere fastidiose per alcuni ospiti che non gradiscono, meglio che in casa si diffonda il profumo del dolce che avete in forno piuttosto che di prodotti artificiali.
  4. Infine doccia veloce, vestiti puliti, un filo di trucco Vi renderanno impeccabili e pronte per ricevere. Se si opta per un look semplice (io opto sempre per la semplicità) per le occasioni importanti distinguiamoci con un accessorio raffinato che sia un gioiello o un foulard particolare...anche se siete in jeans e pullover con un paio di ballerine, il giusto accessorio farà la differenza.


E' ovvio che anche con un "programma" relativemente sbrigativo come questo, c'è da mettere in conto un po' di fatica. Considerate però che la soddisfazione finale sarà tanta e ripagherà ogni vs sforzo.

Mise en Place

Oggi faremo una breve lezione di Arte della Tavola: un ripasso veloce sulla giusta collocazione delle stoviglie in tavola. Perchè per quanto sia vero che una pietanza deve essere appetitosa e ben presentata per essere gradevole, anche il contesto circostante deve essere altrettanto curato. Una tavola ben apparecchiata può regalarci grande piacere anche se serviremo una pietanza molto semplice.  
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  1. Sottopiatto come base del "Place" - Piatto fondo ed eventuale fondina a seconda del menù.
  2. Alla destra dei piatti vanno posti: il coltello (con la lama sempre rivolta verso il piatto) e il cucchiaio.
  3. Alla sinistra dei piatti vanno poste le forchette, all'esterno quella che si userà per prima (il numero di forchette è proporzionale al numero di portate, più di 3 sono eccessive).
  4. I bicchieri vanno apparecchiati sempre nella parte superiore destra, sopra il coltello - 2 per mise en plase formale, 3 per occasioni speciali.
  5. Il piattino del pane, se previsto, va a sinistra del piatto, in linea con le posate. in questo caso il "place" risulterà ingombrante e se non avete un tavolo sufficientemente ampio, potreste trovarvi in difficoltà, ragion per cui a seconda del gusto e dell'esigenza, il piattino da pane può anche essere collocato in linea con le forchette ma nella parte superiore
  6. Il tovagliolo rigorosamente in tessuto, va posto a sinistra del piatto. Attenzione perchè una volta usato, non va più ripiegato e alla fine del pasto lo si poggia (sempre senza ripiegarlo) nuovamente sulla parte sinistra del "place".
Spero di esservi stata d'aiuto. A presto. 

CHRISTMAS Placeholder


Quest'anno i miei segnaposto Natalizi saranno molto semplici ma anche molto "buoni". Ho pensato a dei biscotti al Burro aromatizzati all'Arancia, personalizzati con i Ns nomi (ho usato un timbro da dolci). 
Vi assicuro che questi biscottini hanno un sapore delizioso, sono friabilissimi e l'aroma all'arancia gli conferisce una nota di freschezza ideale per rendere meno stucchevole il tipico biscotto al burro. 

Biscotti di Frolla aromatizzati all'Arancia - Ingredienti per 20 biscotti (taglio petit):
200gr di Farina 0 setacciata, 80gr di Zucchero a velo setacciato, 100gr di Burro a pezzetti - freddo da frigo, 2 Tuorli d'uovo, la scorza grattugiata di 2 arance non trattate, 1 pz. di sale.
Preparazione:
Nella planetaria con gancio a foglia oppure nel mixer a lame con modalità ad impulsi, amalgamate lo zucchero a velo con il burro fino ad ottenere una crema, incorporate i tuorli alla crema 1 per volta e quando incorporati unite la farina setacciata, la scorza d'arancia ed il pz. di sale - non lavorate eccessivamente con la macchina - magari finite l'impasto a mano sulla spianatoia (meglio non lavorare eccessivamente le paste frolle). Avvolgete l'impasto nella pellicola alimentare e ponetelo in frigo per 2h. Trascorso il tempo di riposo, prelevate la pasta dal frigo, reimpastatela nuovamente e stendetela tra due fogli di carta forno ad uno spessore di 4/5 mm - consiglio di aiutarvi con la carta forno perchè l'impasto è molto friabile. Procedete a coppare i biscotti secondo il vostro gusto personale utilizzando gli stampi che più vi piacciono, io ho usato lo stampo da petit perchè la forma si presta meglio all'incisione dei nomi. Preriscaldate il forno con modalità statica a 180°. Ponete i biscotti sulla placca foderata di carta forno e poneteli in frigo per altri 10'. Cuocete i biscotti (in caso di più teglie, cuocetene 1 per volta) per 10/12' a 180° C.

A presto

La "VERA" pasta per Pizza

Oggi voglio parlarvi della ricetta della pasta per Pizza o per Pane. Voglio parlarvi del "Vero" impasto della pizza, quello antico, che discende dalla tradizione napoletana - che è ben lontano da quello della pizza che ci propinano in alcune pseudo pizzerie - bensì quello risalente ad un periodo storico datato dal 1715 al 1725.
Dal Trattato di "Sua Signoria Vincenzo Corrado" - cuoco, filosofo e letterato Napoletano - risalgono le prime notizie sulla pizza e sulle abitudini alimentari dei Napoletani di inizio "700. Tale trattato diede di fatto inizio alla fama gastronomica della Pizza. Circa 150 anni dopo, un altro illustre Napoletano (sicuramente parecchi di Voi lo conosceranno perchè più noto rispetto al Corrado) tale "Raffaele Esposito" -cuoco della storica pizzeria Brandi, nel giugno del 1889, per onorare la Regina d'Italia Margherita di Savoia, creò: "la PIZZA MARGHERITA", una pizza per omaggiare sia la Regina che i colori della bandiera italiana rappresentati dal verde del basilico, dal  rosso del pomodoro e dal bianco della mozzarella.

La Vera pizza napoletana, dalla pasta morbida e sottile ma dai bordi alti, su scala mondiale è intesa la pizza Italiana per antonomasia, anche se alcuni si ostinano a non voler seguire la ricetta base classica. Inoltre dal febbraio 2010 la pizza napoletana è stata ufficialmente riconosciuta "specialità garantita della comunità europea", ragion per cui teniamo alte le tradizioni e facciamo la pizza fatta in casa con l'impasto originale. Ce lo invidiano in tutto il mondo e non possiamo ignorare la ricetta madre a scapito di altre. Come si evince dal trattato del Corrado, i pizzaioli napoletani del 1700 preparavano con la stessa ricetta sia la pasta per pizza che quella per pane dando vita ad un sapore "neutro" che ben si prestava a qualsivoglia preparazione, dolce o salata che fosse, il segreto: STESSA PERCENTUALE DI SALE E DI ZUCCHERO = risultato con LIEVITAZIONE OTTIMALE grazie allo zucchero che agevola la lievitazione.

Sono 10 anni che faccio il pane e la pizza con la ricetta tradizionale e credetemi non mi ha mai tradito:

Ingredienti per una pizza da leccarda del forno (standard da cm 60)
500gr Farina "0" (non "00" perchè troppo raffinata - la "00" è indicata per i dolci)
230ml di acqua a temperatura ambiente
1/2 panetto di lievito di birra (all'epoca usavano il lievito madre, se ce l'avete usatene 150gr)
1 cucchiaio + 1/2 di olio extra vergine d'oliva
15gr di sale + 15 gr di zucchero

Premetto che anche se sono Emiliana d'adozione, le mie origini Partenopee non tradiscono neppure nella lavorazione della pasta per pizza, quindi per l'impasto procedo col metodo napoletano:
In un recipiente capiente pongo l'acqua, il lievito e l'olio e parto dai liquidi e non dai solidi - a differenza di quanto farebbero in altri posti d'Italia non faccio la fontana con la farina ponendovi i liquidi al centro - 
(tali differenze nell'impastare, secondo un antico aneddoto, sarebbero basate sul fatto che le donne di territori di "mare" partissero dall'acqua per omaggiarlo affinchè gli desse i pesci da mangiare, mentre le donne "di terra" partissero dal pianale stabile del tavolo per invocare la terra affinchè gli fornisse raccolti rigogliosi)
Pongo la farina sopra i liquidi + zucchero/sale ed impasto tutto nel recipiente. Impastando, i liquidi dal basso assorbono velocemente i solidi e l'impasto si raccoglie facilmente. Dopo di ciò prelevo l'impasto dal recipiente e proseguo ad impastare ancora un po' sul pianale. Ungo con un goccio d'olio un recipiente e vi pongo a lievitare l'impasto che risulterà molto morbido ed elastico - non siate tentate di usare farine aggiuntive, non servono, la peculiarità dell'impasto alla napoletana è la morbidezza - ulteriore farina renderebbe l'impasto più duro- non siate neppure tentate dal cospargere l'impasto di farina quando lo mettete a lievitare perchè ci penserà l'olio di cui è cosparso il recipiente a far sì che l'impasto si stacchi con facilità dalle pareti permettendo alla pasta di non "stracciare" le proprie fibre.
Come avrete potuto notare ci vuole poco lievito, perchè è bene prediligere una lievitazione più lunga e naturale piuttosto che forzata con parecchio agente lievitante.
Ovviamente il recipiente va coperto e tenuto al riparo da fonti d'aria, magari ponetelo nel forno spento.
Quando la pasta sarà lievitata, noterete che l'impasto avrà una consistenza molto soffice, per stenderla usate le mani, sono banditi i matterelli! Una buona pizza napoletana che si rispetti si stende a mano! Se fate fatica, ungete la teglia, ungeteVi le mani e stendetela direttamente nella teglia di cottura. Farcitela come più Vi piace e cuocetela in forno alla max temperatura.

Se volete cimentarvi anche col pane, usate la stessa ricetta, ma dopo la prima lievitazione - dategli la forma desiderata, incidetelo con tagli obliqui in superficie,  ponetelo sulla leccarda rivestita di carta da forno e fatelo rilievitare fino al raddoppiamento del volume - preriscaldate il forno a 180°C con modalità statica e a differenza della pizza cuocete a bassa temperatura per circa 45' o fine a doratura desiderata. Per dare un tocco in più, prima di infornare spennellatelo con olio e.v.o e cospargetevi sopra semi di papavero o di sesamo.

Spero di esservi stata d'aiuto. Alla prossima.

Torta Soffice allo Yogurt


Oggi  posto la mia personalissima versione della Torta più semplice che ci sia: LA TORTA SOFFICE ALLO YOGURT. Penso che questa preparazione in formato di torta o ciambellone sia stato il primissimo esperimento di pasticceria che ognuna di noi abbia provato.

Ingredienti per una teglia da cm 22 di diametro (possibilmente con cerniera apribile):
120 gr di burro a temperatura ambiente
200 gr di farina 00 setacciata a 1 bustina di lievito vanigliato per dolci
150 gr di maizena
4 uova + 2 tuorli
125 gr di zucchero
250 ml di yogurt bianco cremoso (2 vasetti)
scorza di 1 limone grattugiato (non trattato)
la polpa di un baccello di vaniglia
1 pz di sale per aiutare la lievitazione
burro e farina q.b per imburrare e spolverizzare la tortiera
zucchero a velo per decorare
Preparazione:
Separate i tuorli dagli albumi. Tagliate il burro a pezzetti. Sbattete con le fruste elettriche il burro insieme a metà dello zucchero e la polpa del baccello di vaniglia fino a creare una crema soffice - continuando a sbattere - unite i 6 tuorli, quando incorporati al composto, unite lo yogurt e la scorza di limone ed amalgamate il tutto. A parte, sempre con le fruste elettriche, montate a neve gli albumi con 1 pz. di sale ed il restante zucchero. Unite i due composti amalgamandoli delicatamente (in caso contrario rischiereste di "smontare" il composto) con movimento dal basso verso l'alto - con una spatola leccapentola o una frusta da pasticceria. Setacciatevi sopra la farina e la maizena ed incorporate delicatamente sempre con movimento della spatola o della frusta dal basso verso l'alto. Imburrate ed infarinate la tortiera. Infornate a 180°C x 60' - forno statico preriscaldato.

A presto